Anno V - Numero 6 - Novembre 1999

I film del mese


GUFO GRIGIO
(GREY OWL)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Richard Attenborough
Sceneggiatura: William Nicholson
Fotografia: Roger Pratt
Scenografia: Anthony Pratt
Costumi: Renée April
Musica: George Fenton
Montaggio: Lesley Walker
Prodotto da: Richard Attenborough, Jake Eberts, Claude Léger
(USA, Canada, Inghilterra, 1999)
Durata: 117'
Distribuzione cinematografica: Buena Vista International

PERSONAGGI E INTERPRETI

Archie Grey Owl: Pierce Brosnan
Cyrus Finney: Stewart Bick
Harry Champlin: Vlasta Vrana
Pony: Annie Galipeau

ciak3.gif (1850 byte)ciak3.gif (1850 byte)

1.jpg (15155 byte)Grey Owl è la storia di una amore grande e passionale, profondo e perfetto, quello di due persone destinate a rimanere unite. È la storia di Gufo Grigio, un indiano sui generis, perché nato in Inghilterra e "trasformatosi" in indiano a diciassette anni, contro il volere di una famiglia bacchettona e bigotta e di una società afflitta da pregiudizi razziali. È la storia di Archie Belaney che si è trasferito nel Canada come trapper e cacciatore solitario, dedicandosi alla cattura con le trappole dei castori, fra le montagne del Quebec. Fino al suo incontro con Anahareo, detta Pony, una fanciulla bellissima di origine indiana che è divenuta l'amore della sua vita, la sua guida spirituale, il significato del suo essere nel mondo. Anahareo gli insegnerà ad appartenere alla natura, a non uccidere e a lottare per salvare le foreste e gli animali. Gli trasmetterà il desiderio di essere un uomo migliore, facendo di lui il primo ambientalista della storia che, da infallibile cacciatore, finirà per sottrarre la razza dei castori all'estinzione.

Richard Attenborough ha una spiccata predilezione per i grandi personaggi che hanno cambiato la propria esistenza o hanno in qualche modo comunicato messaggi al mondo: Gandhi (oscar come miglior film e miglior regia nel 1992), Chaplin ed ora Grey Owl, "colui che vola nella notte", figura realmente esistita negli anni Trenta, documentata ampiamente dalle testimonianze d’archivio e dalle biografie (come quella di Lovat Dickson cui la sceneggiatura si attiene). E una grande fermezza decisionale. Quasi sei anni per aspettare che Pierce Brosnan si rendesse disponibile per il ruolo del protagonista, con il suo stile personale perfettamente inglese, classico, compassato, ma molto attraente. Con l'aggiunta poi del silenzio e della tranquillità propri dell'animo indiano e sconosciuti tanto all'attore che al vero Gufo Grigio, ma elementi indispensabili per rendere credibile la sua interpretazione. Splendida la fotografia che si alimenta alla stessa fonte, privilegiando l'immobilità, le albe ed i crepuscoli e lo sguardo azzurro del protagonista che a volte dimentica di non indossare il tight di Goldeneye, ma le pesanti pelli di un daino.

Elisabetta Marino


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