Anno V - Numero 6 - Novembre 1999

I film del mese


DESTINI INCROCIATI
(RANDOM HEARTS)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Sydney Pollack
Sceneggiatura: Kurt Luedtke, sulla scorta del romanzo di Warren Adler edito in Italia da Sperling & Kupfer
Fotografia: Philippe Rousselot
Scenografia: Barbara Ling
Costumi: Bernie Pollack
Musica: Dave Grusin
Montaggio: William Steinkamp
Prodotto da: Sydney Pollack, Marykay Powell
(USA, 1999)
Durata: 129'
Distribuzione cinematografica: Columbia Tristar

PERSONAGGI E INTERPRETI

Dutch Van Den Broeck: Harrison Ford
Kay Chandler: Kristin Scott Thomas
Alcee: Charles S. Dutton
Wendy Judd: Bonnie Hunt
Carl Broman: Sydney Pollack

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1.jpg (10979 byte)"Perché nel cinema di Pollack nessuno ha mai la verità tutta intera, e sempre il rapporto che s’instaura tra due persone (usualmente di sesso diverso) è complementare: l’identità di sé è scoperta attraverso l’altro, che noi aiuteremo in qualche modo a scoprirsi nella propria identità. E’ questo per Pollack il senso dell’amore, è per questo che una volta esaurito il proprio "compito", le due persone si separano. Ciò che due esseri si possono dare, se lo danno. E poi si separano".
Le parole di Franco La Polla disegnano la cosmogonia dei sentimenti in Sydney Pollack come meglio non si potrebbe, dacché le stigmate del "brief encounter" connotano i rapporti fra Joe e Kathy ne I tre giorni del condor (1975), Sonny e Hallie ne Il cavaliere elettrico (1979), persino Hubbel e Kathie in Come eravamo (1973) o Denys e Karen ne La mia Africa (1985): non fanno eccezione Dutch e Kay in quest’ultimo Destini incrociati, basato su una sceneggiatura di Kurt Luedtke (già collaboratore di Pollack per Diritto di cronaca ed il citato La mia Africa) tratta da un romanzo di Warren Adler.

3.jpg (9184 byte)Vedovi di coniugi legati fra loro da un rapporto adulterino e periti assieme durante un disastro aereo, i due protagonisti reagiscono al duplice dolore come possono o sanno: il poliziotto Dutch dà vita ad una afflittiva quanto inutile inchiesta sul passato recente della moglie per comprendere le ragioni del tradimento subito, la rappresentante del Congresso Kay si chiude nella propria pena e cerca di circoscrivere lo scandalo, anche per rispetto della figlia adolescente.
Quando i due s’incontrano fanno scintille, ma all’aggressività iniziale subentra il desiderio d’un reciproco sostegno affettivo: destinato forse a durare "l’espace d’un matin", ma necessario per poter ricominciare.

2.jpg (9414 byte)Peccato che la love story, slungata ed illanguidita oltre misura, gravata da un eccesso di verbosità dei personaggi, risulti alla fine indigeribile; e che al tutto poco giovi l’aggiunta d’un sottotesto a base di sbirri corrotti, malintegrantesi col tono intimista di tutto il resto.
Detto poi d’una regia semplicemente notarile, s’aggiungerà che alla bisogna non serve lo spaesamento sonnambolico di Harrison Ford; meglio, allora, il cipiglio d’una Kristin Scott Thomas brava a far affiorare il substrato di fragilità caratterizzante il proprio ruolo.

Francesco Troiano

Intervista a Harrison Ford

Il sito ufficiale del film


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