Anno V - Numero 6 - Novembre 1999

I film del mese


L'AMANTE PERDUTO

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Roberto Faenza
Sceneggiatura: Roberto Faenza e Sandro Petraglia, sulla scorta del libro di Abraham B. Yehoshua "L’amante", edito in Italia da Einaudi
Fotografia: Josè Luis Alcaine
Scenografia: Giovanni Natalucci
Costumi: Alessandra Torella
Musica: Paolo Buonvino
Montaggio: Massimo Fiocchi
Prodotto da:  Elda Ferri
(It./Fra./G.B., 1999)
Durata: 98'
Distribuzione cinematografica: Mikado

PERSONAGGI E INTERPRETI

Adam: Ciaran Hinds
Asya: Juliet Aubrey
Gabriel: Stuart Bunce
La nonna: Phyllida Law
Herlich: Cyrus Elias
Na’Im: Erick Vazquez
Dafi: Clara Bryant

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amante.jpg (11975 byte)Dopo il successo di Sostiene Pereira (1995) e Marianna Ucria (1997), entrambi tratti da romanzi, Roberto Faenza si misura con una nuova trasposizione cinematografica ne L’amante perduto, basato sul libro di Abraham Yehoshua L’amante. Faenza spiega di essersi sentito subito attratto da questo romanzo e aggiunge che lo ha divorato, "scoprendo in quella storia un forte legame – spiega il regista - con i miei ultimi lavori, da Jona che visse nella balena (1993) a Marianna Ucria, in particolare con il tema della speranza: l’idea che anche quando tutto è inferno si possa sempre trovare un’uscita, una luce".

Il film, un "racconto polifonico" come rivela Faenza, narra varie storie che, pur diverse, si intrecciano presentando parti di una stessa realtà: la situazione di conflitto tra Israele e Palestina. La pellicola parte dalla vicenda di una coppia inglese, Adam e Asya, che dopo la morte in un incidente del loro bambino, Yigal, sordo fin dallla nascita si allontanano, decidono di trasferirsi in Israele e, pur vivendo nella stessa casa, si ignorano. 2.jpg (11507 byte)Ma è anche la storia della loro figlia, Dafi, a cui i genitori non hanno mai rivelato l’esistenza di questo fratello, avvolto dal silenzio, perché la sua morte è ancora troppo dolorosa. Ed è proprio la ragazza a notare lo "strano" attaccamento che la madre nutre per Gabriel, un giovane venuto dalla Francia per ricevere l’eredità della nonna, caduta in coma, poi perfettamente guarita. Il marito di Asya, pur di rivedere la moglie serena è pronto a cercare Gabriel, misteriosamente scomparso. E per concludere, è anche la storia di Na’ Im, apprendista meccanico arabo, che lavora nella rimessa di Adam e si innamora di Dafi, sfidando odi e divisioni ormai sedimentati.

3.jpg (8857 byte)Il film, già proiettato in Israele, sta scatenando mille polemiche e d’altro canto un’opera su una realtà cosi scottante non poteva suscitare che forti reazioni. Di fatti, pur se Faenza definisce la sua opera un film sui sentimenti, L’amante perduto lancia un chiaro messaggio politico, un invito rivolto alle due parti, israeliani e palestinesi, a convivere insieme, a mettere da parte rancori e pregiudizi per poter raggiungere una pace duratura. Il film, pur trattando temi così delicati, alle volte risulta semplicistico, quasi didascalico; Faenza, in alcuni casi, dà tutto per scontato ed è come se nei suoi personaggi mancasse la riflessione, il dubbio della scelta, il tormento interiore. Bisogna però ammettere che questa "levità", in senso positivo, è una caratteristica di Faenza che lo accompagna fin da Marianna Ucria, dove descrisse il penoso isolamento in cui viveva la protagonista con semplicità, senza toni patetici e cadute di stile.

Buona la prova del cast, su cui spicca una splendida Phyllida Law (ve la ricordate ne L’ospite di Inverno?), una donna e un’attrice meravigliosa, che sprigiona energia e voglia di vivere sia nel film che, abbandonato il set, nella conferenza stampa.

Irene Fornari

Il sito ufficiale del film


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