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L'AMANTE
PERDUTO CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Roberto Faenza
Sceneggiatura: Roberto Faenza e Sandro Petraglia, sulla
scorta del libro di Abraham B. Yehoshua "Lamante", edito in Italia da
Einaudi
Fotografia: Josè Luis Alcaine
Scenografia: Giovanni Natalucci
Costumi: Alessandra Torella
Musica: Paolo Buonvino
Montaggio: Massimo Fiocchi
Prodotto da: Elda Ferri
(It./Fra./G.B., 1999)
Durata: 98'
Distribuzione cinematografica: Mikado
PERSONAGGI E INTERPRETI
Adam: Ciaran Hinds
Asya: Juliet Aubrey
Gabriel: Stuart Bunce
La nonna: Phyllida Law
Herlich: Cyrus Elias
NaIm: Erick Vazquez
Dafi: Clara Bryant
 
Dopo il successo di Sostiene Pereira
(1995) e Marianna Ucria (1997), entrambi tratti da romanzi, Roberto
Faenza si misura con una nuova trasposizione cinematografica ne Lamante
perduto, basato sul libro di Abraham Yehoshua Lamante.
Faenza spiega di essersi sentito subito attratto da questo romanzo e aggiunge che lo ha
divorato, "scoprendo in quella storia un forte legame spiega il regista - con
i miei ultimi lavori, da Jona che visse nella balena (1993) a Marianna Ucria,
in particolare con il tema della speranza: lidea che anche quando tutto è inferno
si possa sempre trovare unuscita, una luce".
Il film, un "racconto polifonico"
come rivela Faenza, narra varie storie che, pur diverse, si intrecciano presentando parti
di una stessa realtà: la situazione di conflitto tra Israele e Palestina. La pellicola
parte dalla vicenda di una coppia inglese, Adam e Asya, che dopo la morte in un incidente
del loro bambino, Yigal, sordo fin dallla nascita si allontanano, decidono di trasferirsi
in Israele e, pur vivendo nella stessa casa, si ignorano. Ma
è anche la storia della loro figlia, Dafi, a cui i genitori non hanno mai rivelato
lesistenza di questo fratello, avvolto dal silenzio, perché la sua morte è ancora
troppo dolorosa. Ed è proprio la ragazza a notare lo "strano" attaccamento che
la madre nutre per Gabriel, un giovane venuto dalla Francia per ricevere leredità
della nonna, caduta in coma, poi perfettamente guarita. Il marito di Asya, pur di rivedere
la moglie serena è pronto a cercare Gabriel, misteriosamente scomparso. E per concludere,
è anche la storia di Na Im, apprendista meccanico arabo, che lavora nella rimessa
di Adam e si innamora di Dafi, sfidando odi e divisioni ormai sedimentati.
Il film, già proiettato in Israele, sta scatenando
mille polemiche e daltro canto unopera su una realtà cosi scottante non
poteva suscitare che forti reazioni. Di fatti, pur se Faenza definisce la sua opera un
film sui sentimenti, Lamante perduto lancia un
chiaro messaggio politico, un invito rivolto alle due parti, israeliani e palestinesi, a
convivere insieme, a mettere da parte rancori e pregiudizi per poter
raggiungere una pace duratura. Il film, pur trattando temi così delicati, alle volte
risulta semplicistico, quasi didascalico; Faenza, in alcuni
casi, dà tutto per scontato ed è come se nei suoi personaggi mancasse la riflessione, il
dubbio della scelta, il tormento interiore. Bisogna però ammettere che
questa "levità", in senso positivo, è una caratteristica di Faenza che lo
accompagna fin da Marianna Ucria, dove descrisse il penoso isolamento in cui viveva
la protagonista con semplicità, senza toni patetici e cadute di stile.
Buona la prova del cast, su cui spicca una
splendida Phyllida Law (ve la ricordate ne Lospite
di Inverno?), una donna e unattrice meravigliosa, che sprigiona energia e voglia
di vivere sia nel film che, abbandonato il set, nella conferenza stampa.
Irene
Fornari
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