Tempi Moderni

I film del 1999


I MISERABILI
(LES MISERABLES)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Bille August
Sceneggiatura: Rafael Yglesias
Fotografia: Jorgen Persson
Scenografia: Anna Asp
Costumi: Gabriella Pascucci
Musica: Basil Poledouris
Montaggio: Janus Billeskov-Jansen
Prodotto da: Sarah Radclyffe e James Gorman
(USA, 1999)
Durata: 133’
Distribuzione cinematografica: CECCHI GORI GROUP

PERSONAGGI E INTERPRETI

Valjean: Liam Neeson
Javert: Geoffrey Rush
Fantine: Uma Thurman
Cosette: Claire Danes
Marius: Hans Matheson

ciak3.gif (1850 bytes)ciak3.gif (1850 bytes)ciak3.gif (1850 bytes)

Vent’anni di lavori forzati per un furto ridicolo, la libertà sulla parola e la personalità completamente annientata, Jean Valjean vaga per le strade di Digne disperato ed affamato in una brumosa giornata del 1812. Il vescovo della città gli mostra fiducia e rispetto e si presta ad indirizzarlo verso una vita migliore pur di salvare la sua anima. Nel 1822 Valjean è il rispettabile sindaco di Vigau, una comunità prospera e ridente dove dirige una fabbrica di ceramica. Fino all’incontro con l’ispettore di polizia Javert, in cui riconosce una delle terribili guardie del tempo della prigionia. È l’inizio di una serie di eventi a catena tragici e dolorosi che vedono Javert immolarsi ad un’unica causa: perseguitare Valjean per ridurlo allo stremo. Padre adottivo involontario di una bambina di otto anni, nascosto sotto falsa identità in un convento di Parigi, al fianco di un giovane repubblicano lungo le barricate dei moti rivoluzionari del 1832. Ma con l’ombra di Javert che incombe perennemente sul suo destino. Poi lo scontro ultimo: lacerante, non violento, ragionato e complesso, ma finalmente giusto. Sono il bene ed il male a fronteggiarsi senza tregua nell’opera di Victor Hugo, nelle vesti della legge con le sue limitazioni infondate e l’interpretazione che ne dà l’uomo. Bill August, per anni direttore della fotografia e poi regista vincitore di una Palma d’oro e di un oscar nel 1987 per "Pelle alla conquista del mondo", legge la storia de "I Miserabili" come il bisogno ineludibile di giustizia e di rispetto degli esseri umani. Adattatore di grandi romanzi ("La casa degli spiriti" di Isabel Allende è del 1993 e "Il senso di Smilla per la neve" di Peter Hoeg di tre anni dopo), nel ritratto corale di Hugo, August privilegia il taglio dualistico, concentrando gran parte della storia sui due protagonisti. Personaggi memorabili e di forte caratterizzazione quali Thénardier ad esempio, sono solo accennati, e lo stesso vale per le due figure femminili, più elementi di contorno che perni della storia. Ma la storia si consuma effettivamente tutta nel confronto fra un’esistenza perduta ed una non vissuta, in uno spazio che è protagonista quanto chi lo abita: Anna Asp, premio oscar alla scenografia per "Fanny e Alexander" opera in ogni direzione per immergere lo spettatore in quel contesto storico, e ci riesce pienamente. Splendida prova anche per Liam Neeson e Geoffrey Rush, moderati, sofferti e credibili.

Elisabetta Marino