Tempi Moderni

I film del 1999


LA MELA

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Samira Makhmalbaf
Sceneggiatura e Montaggio: Mohsen Makhmalbaf
Prodotto da: Martin Karmitz
(FRANCIA, IRAN, 1998)
Distribuzione cinematografica: LUCKY RED

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Il film più "piccolo" del 1998 si intitola "La mela" ed è quello che in proporzione, ha avuto l’esito più grande. Diretto da Samira Makhmalbaf, figlia del famoso regista iraniano Mohsen Makhmalbaf, è stata l’opera prima che maggiormente ha fatto parlare di sé durante lo scorso anno. Presentato in anteprima a Cannes, ha successivamente battuto ogni record di partecipazione ai festival. Ha ricevuto molti premi. E’ stato venduto in molti paesi, Italia compresa.
"La mela" è un caso per almeno tre motivi. Il primo per motivi anagrafici e familiari. Non succede tutti i giorni che una ragazza diciottenne diriga un film, e parte del merito va naturalmente al padre Mohsen, che firma sceneggiatura e montaggio. Il secondo per motivi politici: è lecito leggere il film come un’appassionata parabola sulla condizione della donna nei paesi islamici. Il terzo motivo riguarda la produzione: l'opera nasce praticamente da una costola de "Il silenzio", lungometraggio che Mohsen Makhmalbaf ha girato nel ‘98. Ottenuto dal produttore francese Martin Karmitz il budget per "Il silenzio" Makhmalbaf è stato in grado di finanziare anche il film della figlia.
"La mela" è la storia vera di due bambine, intorno ai 10 anni, che il padre ha tenuto chiuse in casa fin dalla nascita. La loro madre è cieca e sottomessa, il padre non è un bieco integralista, ma semplicemente un uomo ignorante per il quale fa fede la parola del Corano laddove dice che le fanciulle sono come fiori delicati e la luce del sole non deve sfiorarle, perché non abbiano ad appassire. Sono i vicini di casa a scoprire il dramma delle bimbe, e a denunciarlo. Un’assistente sociale donna si batterà per loro, costringendo il padre a liberarle. Questo è un dettaglio importante, perché dal film emerge l’immagine di un Iran in cui le istituzioni sono più avanzate e libere di alcuni cittadini. "La mela" non vuole essere né   eversivo né tantomeno femminista, anzi, grazie probabilmente alla supervisione di Mohsen, Samira ha fatto un film politicamente astuto, ma girato con una freschezza quasi "neorealista" (gli attori sono tutti non professionisti) e qua e là, con una forza poetica straordinaria, soprattutto nelle scene in cui le due bambine escono di casa e riacquistano il diritto a vivere. "La mela" è un film che merita di essere assaggiato.

Memmo Giovannini