LA
MELA
CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Samira Makhmalbaf
Sceneggiatura e Montaggio: Mohsen Makhmalbaf
Prodotto da: Martin Karmitz
(FRANCIA, IRAN, 1998)
Distribuzione cinematografica: LUCKY RED



Il film più "piccolo" del 1998 si intitola "La
mela" ed è quello che in proporzione, ha avuto lesito più grande. Diretto da
Samira Makhmalbaf, figlia del famoso regista iraniano Mohsen Makhmalbaf, è stata
lopera prima che maggiormente ha fatto parlare di sé durante lo scorso anno.
Presentato in anteprima a Cannes, ha successivamente battuto ogni record di partecipazione
ai festival. Ha ricevuto molti premi. E stato venduto in molti paesi, Italia
compresa.
"La mela" è un caso per almeno tre motivi. Il primo per motivi anagrafici e
familiari. Non succede tutti i giorni che una ragazza diciottenne diriga un film, e parte
del merito va naturalmente al padre Mohsen, che firma sceneggiatura e montaggio. Il
secondo per motivi politici: è lecito leggere il film come unappassionata parabola
sulla condizione della donna nei paesi islamici. Il terzo motivo riguarda la produzione:
l'opera nasce praticamente da una costola de "Il silenzio", lungometraggio che
Mohsen Makhmalbaf ha girato nel 98. Ottenuto dal produttore francese Martin Karmitz
il budget per "Il silenzio" Makhmalbaf è stato in grado di finanziare anche il
film della figlia.
"La mela" è la storia vera di due bambine, intorno ai 10 anni, che il padre ha
tenuto chiuse in casa fin dalla nascita. La loro madre è cieca e sottomessa, il padre non
è un bieco integralista, ma semplicemente un uomo ignorante per il quale fa fede la
parola del Corano laddove dice che le fanciulle sono come fiori delicati e la luce del
sole non deve sfiorarle, perché non abbiano ad appassire. Sono i vicini di casa a
scoprire il dramma delle bimbe, e a denunciarlo. Unassistente sociale donna si
batterà per loro, costringendo il padre a liberarle. Questo è un dettaglio importante,
perché dal film emerge limmagine di un Iran in cui le istituzioni sono più
avanzate e libere di alcuni cittadini. "La mela" non vuole essere né
eversivo né tantomeno femminista, anzi, grazie probabilmente alla supervisione di Mohsen,
Samira ha fatto un film politicamente astuto, ma girato con una freschezza quasi
"neorealista" (gli attori sono tutti non professionisti) e qua e là, con una
forza poetica straordinaria, soprattutto nelle scene in cui le due bambine escono di casa
e riacquistano il diritto a vivere. "La mela" è un film che merita di essere
assaggiato.