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SCHERZI DEL
CUORE
(PLAYING BY HEART)CAST TECNICO
ARTISTICO
Regia: Willard Carroll
Sceneggiatura: Willard Carroll
Fotografia: Vilmos Zsigmond
Scenografia: Missy Stewart
Musica: John Barry
Montaggio: Pietro Scalia
Prodotto da: Willard Carroll, Meg Liberman, Tom Wilhite
(USA, 1998)
Durata: 121'
Distribuzione cinematografica: Medusa
PERSONAGGI E INTERPRETI
Meredith: Gillian Anderson
Mildred: Ellen Burstyn
Paul: Sean Connery
Roger: Anthony Edwards
Joan: Angelina Jolie
Mark: Jay Mohr
Keenan: Ryan Phillippe
Hugh: Dennis Quaid
Hannah: Gena Rowlands
Trent: Jon Stewart
Gracie: Madeleine Stowe

Si può descrivere l'indescrivibile? Willard
Caroll ci prova, raccontandoci l'amore con Scherzi del cuore. Lo
fa entrando per otto giorni nell'intima quotidianità di un eterogeneo microcosmo che vive
a Los Angeles. Diverse le generazioni, le classi sociali, le età degli undici
protagonisti, ma il motore che li muove è sempre lo stesso: l'amore. Il
regista-sceneggiatore ne descrive la tipologia, non esiste solo quella di coppia, c'è
anche quella di una madre per il figlio o quella per se stessi. E poi le sue sfumature:
l'amore può essere doloroso, estatico, divertente, persino pericoloso.
Filmare l'amore significa anche sottrarsi alla
"ricomposizione" sociale, filmare lo "spazio ternario" (lui, lei e
l'altro: sono intrecci bressoniani), entrare in un circuito "intensivo" che
passa per il corpo (Cassavetes), le sue posture (Rivette e Godard), la sua
parcellizzazione ed "erotizzazione" (ancora Bresson),
per gli atti linguistici e concatenamenti verbali (un attore su tutti: Jean Pierre Léaud). In tutti questi casi filmare l'amore significa
riprendere lo scarto tra desiderio e domanda. Filmare l'amore significa anche filmarne il
movimento di idealizzazione (gli affetti) e di "abbassamento" realistico (le
pulsioni). Nel primo caso, è il cinema muto ad aver rappresentato esemplarmente i destini
degli affetti e delle passioni, affidati all'espressività dei volti (La passione
di Giovanna d'Arco); nel secondo è il legame fra immagine e feticcio, destino e
oggetto parziale a trovare due grandi esempi in autori come Stroheim
e Buñuel.
Questo non è riuscito a fare Willard Carroll,
anche con attori straordinari come Sean Connery e Gena Rowlands, una coppia matura in crisi; Gillian
Anderson, una misantropa che ama solo il suo mastino; Dennis
Quaid, un solitario depresso; Madeleine Stowe e Antony Edwards, marito e moglie alla ricerca di nuovi stimoli
sessuali; Ellen Burstyn, una madre che cerca di recuperare il
rapporto con il figlio (Jay Mohr) malato terminale; Angelina Jolie e Ryan Philippe, due
giovani alle prime esperienze. Un cast artistico eccezionale completato tecnicamente dalla
fotografia di Vilmos Zsigmond premio Oscar per Incontri
ravvicinati del terzo tipo e dal montaggio di Pietro Scalia
premio Oscar per JFK.
Memmo Giovannini
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