Anno V - Numero I - Maggio 1999

Gli altri film del mese


LOVE IS THE DEVIL

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: John Maybury
Sceneggiatura: John Maybury, dal libro The Gilder gutter life of Francis Bacon di Daniel Farson
Fotografia: John Mathieson
Scenografia: Alan MAcDonald
Costumi: Annie Symons
Musica: Ryuichi Sakamoto
Montaggio: Daniel Goddard
Prodotto da: Chiara Menage
(Inghilterra, 1998)
Durata: 90’
Distribuzione cinematografica: Lucky Red

PERSONAGGI E INTERPRETI

Francis Bacon: Derek Jacobi
George Dyer: Daniel Craig
Anne Lambton: Isabel Rawthorne
Tilda Swinton: Muriel Belcher

ciak3.gif (1850 bytes)ciak3.gif (1850 bytes)ciak3.gif (1850 bytes)

«La bellezza porta sempre con sé qualche ferita… non saprei definire il piacere… quello che so per certo è che l'orrore e il piacere occupano lo stesso terreno», questa frase dal vago sapore barocco è pronunciata dal pittore irlandese Francis Bacon (interpretato magistralmente da Derek Jacobi), una delle più tragiche e doloranti espressioni dell'arte figurativa del dopoguerra, ben sintetizza, oltre che la sua intensa e sofferta creazione, l'essenza stessa del film di John Maybury.

Love is the devil è una biografia del celebre artista, incentrata su un momento molto particolare dell'intensa esistenza di Bacon: il rapporto tra l'artista ed il giovane e bel tenebroso ladruncolo George Dye, sorpreso a rubare nel suo stesso studio. Per sette anni i due ebbero un'intensa e sofferta relazione in seguito alla quale Dyer, sprofondato nella droga e preda di una forte depressione, si suicidò. Il film ricostruisce l'arco di tempo che va dal 1964 al 1971, quando Bacon, conseguito ormai il massimo riconoscimento internazionale, raggiunge l'apogeo della sua carriera e, il giorno stesso in cui presiede all'inaugurazione della retrospettiva in suo onore, al Grand Palais di Parigi, perde il suo uomo, ucciso forse da un gioco troppo crudele, la cui spietatezza gli ha prosciugato l'anima.

Maybury ci racconta gli amici del giro, la solitudine di Dyer, gli snobismi e le crudeltà di Bacon e dei suoi amici, i grovigli di membra e di colori. Nessuno esce vincente da questa storia. Né l'uno né l'altro riescono ad esprimere realmente quello che provano. Dyer fu un personaggio misterioso, che ebbe un'influenza enorme su Bacon, tanto che fino all'81 continuò a dipingerlo, anche se apparentemente lo aveva rimosso dopo la sua morte. La memoria di Dyer uomo svanisce nel nulla mentre rimane ancora presente nell'opera di Bacon, tanto da essere divenuta una delle grandi icone dell'arte moderna.

Memmo Giovannini


Acquista i libri, i video e le colonne sonore dei film di cui abbiamo parlato su Amazon.com, il più fornito negozio interattivo della rete!

Search: Enter keywords...

logo.gif (1915 bytes)