Anno V - Numero I - Maggio 1999

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HI-LO COUNTRY
(THE HI-LO COUNTRY)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Stephen Frears
Sceneggiatura: Walon Green, dal romanzo omonimo di Max Evans
Fotografia: Oliver Stapleton
Scenografia e Costumi: Patricia Norris
Musica: Carter Burwell
Prodotto da: Barbara De Fina & Martin Scorsese
(USA, 1998)
Durata: 114’
Distribuzione cinematografica: Warner Bros

PERSONAGGI E INTERPRETI

Big Boy Matson: Woody Harrelson
Pete Calder: Billy Crudup
Mona: Patricia Arquette
Little Boy Matson: Cole Hauser
Hoover Young: James Gammon
Josepha O’Neill: Penelope Cruz

ciak3.gif (1850 bytes)ciak3.gif (1850 bytes)

The Hi-Lo Country è un romanzo scritto da Max Evans nel lontano 1961: l’amicizia leale ed indissolubile fra due cowboy americani su cui si impernia la storia, suscita da subito gli interessi di registi e attori. Sam Peckinpah, Charlton Heston, Lee Marvin tentano svariate volte di portare il romanzo sullo schermo. Fino alla decisione di Scorsese di produrlo affidandone la direzione a Stephen Frears, riconfermando il lavoro di squadra realizzato nel 1990 con The Grifters (Rischiose abitudini).

s.JPG (5723 bytes)Hi-Lo Country esplora una periodo di profonda trasformazione nel west americano del secondo dopoguerra e per farlo sceglie il legame profondo che unisce due amici: il loro attaccamento alla terra, l’allevamento del bestiame, il senso della famiglia, ma anche la passione divorante per la stessa donna che segnerà i loro destini. Pete e Big Boy amano la bellissima Mona, una donna infelicemente sposata e in cerca di una storia vera che le rapisca il cuore in maniera totale. Nasce una torbida relazione fra Mona e Big Boy che scatena lo scandalo e i pregiudizi in una cittadina che vive ancorata alle proprie tradizioni, soffocando la modernità nei silenzi delle sterminate praterie. E suscita un sentimento divorante anche in Pete, che vive lo sgomento dell’amicizia tradita cercando di dominarlo, appellandosi al senso dell’onore e della cieca fedeltà verso l’amico con cui ha condiviso tutta la vita. Fanno da sfondo le lotte di potere dei grandi proprietari terrieri, l’amore sincero e non ricambiato che la giovane Josepha nutre per Pete, le vendette personali, le tradizionali sbornie nel saloon e i duelli con la pistola.

C’è il western come genere negli occhi inglesi di Frears, con tutta la sua lezione ed i suoi stereotipi, c’è la volontà di ritrarre il New Mexico senza dimenticare John Ford o Howard Hawks, ci sono l’eroismo americano e il mito della gioventù che domina il mondo. Un eroismo che non teme però di veder precipitare i valori morali, perseguendone altri effimeri e di pura vanità, il bere, le belle donne, i rodei, nella consapevolezza che la vera morale è nella sincerità dei sentimenti provati.

Elisabetta Marino


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