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IL GUERRIERO CAMILLO
CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Claudio
Bigagli
Soggetto e sceneggiatura: Claudio Bigagli, con la
collaborazione di Angela Scarparo
Fotografia: Paolo Carnera
Scenografia: Elio Micheli
Costumi: Florence Emir
Musica: Battista Lena
Montaggio : Roberto Missiroli
Prodotto da: Safra Film
Durata: 90
(USA, 1999)
Distribuzione cinematografica: Lucky Red
PERSONAGGI E INTERPRETI
Camillo: Claudio Bigagli
Franco: Carlo Croccolo
Il Maresciallo: Marco Messeri
Maria: Fabrizia Sacchi
Elena: Laura Saraceni
Lorenzo: Diego Puntuel
Nennele: Bianca Toccafondi

Cresciuto da due nonni adottivi che gestiscono un teatrino di
marionette e burattini, Camillo è un ragazzone un po stravagante. Se non proprio
matto, comunque bizzarro. È convinto di essere un guerriero medievale e se ne va in giro
per il paese brandendo la sua spada di legno, con tanto di elmo e corazza. Con la perdita
dei nonni Camillo rimane solo e triste. Ma un incidente miracoloso gli restituisce il
senno, gli fa incontrare lamore permettendogli di definire il proprio posto nel
mondo. Bisogna solo appurare se la realtà, molto meno interessante di quanto non fosse il
regno fantastico in cui viveva, potrà renderlo veramente felice.
Esordio nella regia cinematografica di Claudio Bigagli, che scrive ed interpreta il soggetto, dopo una
lunga carriera teatrale al fianco di grandi nomi, Il guerriero Camillo è
un omaggio affettuoso a cinema e teatro, a musica e storia. Dalla personale esperienza in
un teatrino di marionette Bigagli estrae un soggetto fantastico che si articola su più
strati. Sia a livello contenutistico che tecnico. Il matto buono ed incompreso che vive di
pura armonia, non ha bisogno di parole e si esprime attraverso lamore; la vita degli
anziani in una tranquilla cittadina toscana dove tutti conoscono tutti; il viaggio in un
passato fantastico popolato da paladini leggendari dove non esiste tempo.
A livello tecnico Bigagli gioca molto con il colore, alternandolo
con le soggettive di Camillo (che è daltonico) in bianco e nero, con i costumi di epoche
diverse e con i flashback. In più, contando sullinterpretazione di un gruppo di
caratteristi di grande respiro come Carlo Croccolo, prima di
tutti, maschera tragica e violenta, ma profondamente malinconica, o Diego
Puntuel, un ragazzo down che confuta i cosiddetti "limiti della natura".
Ma il ritmo è lento e la narrazione manca di leggerezza:
passato e presente si affastellano in maniera confusionaria, domina un senso di
inquietudine e di incertezza che sfocia, inesorabilmente, nella prevedibilità.
Elisabetta
Marino
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