Anno V - Numero 3 - Luglio-Agosto 1999

I film di Stanley Kubrick


DR. STRANGELOVE or: How I Learned to Stop Worrying and Love the Bomb (1963)
(t. i. IL DOTTOR STRANAMORE ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba)

Produzione e Regia: Stanley Kubrick
Sceneggiatura: Stanley Kubrick, Terry Southern, Peter George, tratta dal romanzo "Red Alert" di Peter George
Fotografia: Gilbert Taylor
Scenografia: Ken Adam
Direzione artistica: Peter Murton
Effetti speciali: Wally Veevers
Musica: Laurie Johnson
Canzoni: We'll meet again, parole di Ross Parker, musiche di Hughie Charles, cantata da Vera Lynn,
Montaggio: Anthony Harvey
Suono: John Cox
Produzione: Hawk Films
Produttore associato: Victor Lyndon
Durata: 94'
(Gran Bretagna)
Distribuzione cinematografica: Columbia Pictures, Swank/16

Interpreti: Peter Sellers (Capitano Lionel Mandrake, Presidente Muffley, Dr. Stranamore),  George C. Scott (Buck Turgidson), Sterling Hayden (General Jack D. Ripper), Keenan Wynn (Colonel Bat Guano), Slim Pickens (Maggiore T. J. "King" Kong), Peter Bull (Ambasciatore de Sadesky), Tracy Reed (Miss Scott), James Earl Jones (Tenente H. HR. Dietrich, D.S.O), Glenn Beck (Tenente W. D. Kivel, Navigatore),  Shane Rimmer (Capitano G. A. "Ace"Owens, Co-pilota)

1.jpg (9582 bytes)Convinto dell'esistenza di un complotto interplanetario ordito dai russi per avvelenare le acque potabili degli stati non comunisti, il Generale Ripper, comandante della base militare americana di Burpelson, ordina ad una sua squadriglia di B52 di scatenare un attacco atomico contro l'Unione Sovietica. Il generale è l'unico a conoscere il codice segreto dell'attacco e taglia tutte le comunicazioni con il Pentagono. Quando viene a sapere la notizia il Presidente Muffley convoca l'ambasciatore russo De Sadesky nella sala da guerra del Pentagono e, contro l'avviso del generale Turgidson, il suo capo di Stato Maggiore che auspica una guerra atomica "limitata", ordina al colonnello "Bat" Guano di attaccare Burpelson allo scopo di impossessarsi del codice con cui revocare l'attacco atomico.
Ripper si suicida piuttosto che farsi prendere prigioniero ma il capitano Mandrake della R.A.F. scopre il codice segreto che può richiamare i bombardieri. Tutti i B52 rientrano alla base o vengono abbattuti dall'antiaerea sovietica, tranne quello del pilota T. J. "King" Kong che continua la sua missione. Il Presidente Muffley apprende al telefono dal primo ministro russo Kissov che all'attacco americano seguirà automaticamente il lancio da parte dell'Unione Sovietica del "grande ordigno", una bomba nucleare gigantesca in grado di distruggere gli interi Stati Uniti. Nel frattempo Kong "cavalca" la bomba atomica che colpisce una base militare sovietica. Muffley si rivolge allora al suo consigliere, il paraplegico dottor Stranamore, un ex-nazista, che prevede che l'umanità potrebbe sopravvivere a patto che alcune persone ben selezionate restino cento anni dentro i rifugi sotterranei. Un immane fungo atomico si diffonde su tutto il pianeta al suono della canzone  "We'll meet again".

1.gif (6120 bytes)Il 1962 è l'anno in cui si sfiora lo scontro nucleare USA URSS per la crisi dei missili a Cuba. Siamo in piena guerra fredda e l'eventualità di una Terza guerra mondiale è un'ipotesi realistica, non fantascientifica. Kubrick è ossessionato da questa eventualità tanto da confidare agli amici di volersi trasferire in Australia per sopravvivere alla catastrofe. Anedottica forse, oppure un'altra leggendaria mania di Kubrick di cui non conosceremo mai la verità. Gli anni '60 sono però densi di tensione politica e il cinema cavalca tali problematiche avviando il genere fantapolitico: Tempesta su Washington, di Otto Preminger, Sette giorni a maggio di John Frankheneimer, A prova di errore di Sidney Lumet, quest'ultimo prodotto un anno dopo Stranamore, perché bloccato da una causa intentata da Kubrick stesso per plagio, testimoniano un interesse concreto del pubblico verso tali prodotti. Non stupisce quindi che l'argomento affascini Kubrick e lo spinga ad acquistare i diritti del romanzo "Red Alert" di Peter George, pubblicato nel 1960, che immaginava in chiave drammatica la distruzione del pianeta a causa di una guerra nucleare scoppiata in modo accidentale.

kubrick1.jpg (10903 bytes)Raccontare la fine dell'umanità è impresa ardua e il regista decide di narrare la vicenda in chiave umoristica, un humor nero, graffiante, acido, che raggela più che divertire. Kubrick affronta un genere nuovo, la commedia, ma costruisce la sua satira contravvenendo a tutte le regole della commedia stessa. Il ritmo è austero ma implacabile: ogni scena è filmata in lunghissimi piani sequenza (quasi sempre in totale). Il suo rigore nelle inquadrature, tutte così composte, sovvertono il genere e si avvicinano al docudrama. La fotografia oscilla tra un realismo meticoloso ed un espressionismo esplicitamente ostentato. La base militare di Burpelson e gli interni degli aerei si alternano alle immaginifiche scenografie di Ken Adam del quartier generale americano. I personaggi vivono dentro mondi chiusi, isolati, come fossero prigionieri in alveoli che non comunicano. La tenuta stagna rappresenta il principo organizzatore del film, i cui tre ambienti (il bombardiere, la base militare e il Pentagono) sono rigorosamente separati e hanno tra loro solo rapporti aleatori e problematici che sfociano in malintesi e poi nella tragedia. Alle scenografie asettiche e sterilizzate, che riecheggiano l'atrofia dei sentimenti, corrispondono la routine degli incontri beneducati (il Presidente è preoccupato più della forma quando telefona al Primo ministro russo per informarlo dell'attacco atomico che della sostanza), oppure le affermazioni deliranti che contrastano con la realtà ("la pace è la nostra professione", annuncia un cartello del campo militare mentre i soldati si uccidono; "Signori non potete fare a botte qui, è la sala della guerra!" esclama seccato il Presidente degli Stati Uniti di fronte al litigio tra il Generale Turdgison e l'ambasciatore De Sadesky).
L'attacco alla base militare di Burpelson è un documentario di guerra, con le sue inquadrature fisse, sporcate dal fumo delle esplosioni, miscelate ai rumori (le corse dei soldati per mettersi al riparo, le urla insensate, il suono dei proiettili e dei vetri infranti). Kubrick se ne ricorderà per Full metal Jacket.

3.jpg (11068 bytes)L'elemento satirico è spinto al massimo nella scelta lessicale dei nomi (derisori) dei personaggi. Tutti giocano con espressioni gergali designanti organi sessuali o funzioni del corpo umano, oppure si riferiscono a nomi legati all'universo della cultura popolare. Da Mandrake, a King Kong, a Ripper (Jack The ripper, lo squartatore), il colonnello Bat Guano (ovvero "sterco di pistrello"), Lothar, De Sadeski, lo stesso Stranamore, Turgidson. Tale scelta stilistica è certamente un omaggio al maestro della satira Jonathan Swift, come indica la precisa citazione nel nome di una base russa, Laputa. 

Eros e Thanatos si intrecciano e si alternano essendo il motore del film. Il Dottor Stranamore si apre su due bombardieri che "copulano" in pieno cielo e si conclude col Maggiore T. J. Kong che cavalca una bomba di forma fallica portatrice di distruzione. kubrick5.jpg (13628 bytes)Il generale Ripper è un impotente che decide di evitare ogni rapporto sessuale per impedire l'uscita di fluidi vitali dal proprio corpo, ma è affascinato dalla morte. Il premier russo è disturbato dal collega americano durante un week-end galante nella sua dacia di campagna, il pacchetto di sopravvivenza degli avieri americani contiene una scorta di preservativi. Due dei tre personaggi interpretati dallo scatenato Sellers sono asessuati, mentre il Dottor Stranamore non può fare a meno di eccitarsi ogni qual volta parla degli effetti della bomba atomica, oppure quando suggerisce al Presidente Muffley di fare riprodurre il genere umano sottoponendo i maschi ad un tour de force massacrante ad una media di 10 rapporti con 10 donne diverse (tutte stimolanti fisicamente). Il generale Turgidson è un bacchettone, molto più preoccupato da questa promiscuità che dalla fine del mondo o dal numero di vittime causate dal conflitto (dieci milioni, al massimo venti).

Il regista infonde alla vicenda un cupo pessimismo in cui l'ironia mordente abbassa gli uomini a delle marionette protagonisti di una recita grottesca. E' il pessimismo di fondo verso il genere umano, condannato a distruggersi su scala planetaria in questo frangente, in altri esprimendo la propria distruttività rispetto alla società (l'Alex di Arancia Meccanica), oppure verso famiglia (Barry Lindon, Shining, Eyes Wide Shut).
kubrick6.jpg (11660 bytes)Ne Il Dottor Stranamore poi è l'insensata sequenza di "procedure", apparentemente logiche, ma in realtà   illogiche, a spingere il mondo verso l'autodistruzione. Regole scritte di un gioco che ha come obiettivo evitare la morte, si tramutano in boomerang micidiali per la nostra sopravvivenza. Il generale Ripper scatena l'attacco nucleare perché una legge, sottoscritta dal Presidente Muffley, prevede la possibilità di potere reagire ad un attacco sovietico che privi gli Stati Uniti della propra guida e dunque tramandi il potere esecutivo nelle mani dei generali. Il grande ordigno reagisce automaticamente all'attacco americano perché l'Unione Sovietica ha previsto la stessa eventualità. Nessuno è in grado di opporsi alle procedure perfette della guerra. Come in Orizzonti di gloria tali regole scritte portano all'omicidio di massa perché la natura umana è spinta istintivamente al conflitto. Il presidente Muffley cerca il dialogo col primo ministro sovietico mentre il Capo di Stato Maggiore Buck Turgidson esalta le capacità dei propri avieri, in grado di volare a bassa quota e quindi di evitare i radar nemici. Nel frattempo l'ambasciatore De Sadesky fotografa il quartier generale americano pur sapendo che in pochi minuti tutto sarà distrutto.  Nessuno vuole la guerra, tutti vogliono la guerra.
La canzone finale "We'll meet again" (Ci rincontreremo ancora, non so dove, non so quando) suona come un arrivederci beffardo all'umanità.

Maurizio Imbriale

2001 Odissea nello spazio

 

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