Tempi Moderni

I film del 1999


IL GRANDE JOE
(MIGHTY JOE YOUNG)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Ron Underwood
Sceneggiatura: Mark Rosenthal, Lawrence Konner
Fotografia: Don Peterman, Oliver Wood
Scenografia: Michael Corenblith
Costumi: Molly Maginnis
Musica: James Horner 
Montaggio: Paul Hirsch 
Prodotto da: ted Hartley, Tom Jacobson
(USA, 1999) 
Durata: 114' 
Distribuzione cinematografica: BUENA VISTA

PERSONAGGI E INTERPRETI

Jill Young: Charlize Theron
Gregg O'Hara: Bill Paxton 
Strasser: Rade Sherbedgia 
Garth: Peter Firth 
Harry Ruben: David Paymer 
Cecily Banks: Regina King
Kweli: Robert Wisdom
Dr. Baker: Lawrence Pressman
Vern: Geoffrey Blake
Jack: Christian Clemenson
Joe Young: John Alexander

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1.jpg (12877 bytes)La piccola Jill Young rimane orfana della madre, una scienziata primatologa uccisa da dei bracconieri che cercavano di rapire Joe, un piccolo di gorilla molto speciale, grande quattro volte il normale. Jill continuerà a vivere in Africa, prendendosi cura di Joe, ripudiato dagli altri gorilla per le sue gigantesche dimensioni, e instaurando con l’animale un rapporto di grande affetto e totale comprensione. Per salvare Joe dal pericolo dei bracconieri, Jill decide di seguire il consiglio di uno studioso (Bill Paxton) e portare l’animale a Los Angeles in uno speciale zoo costruito su misura per gli animali in via d’estinzione. Purtroppo i pericoli continueranno anche in California, in quanto il bracconiere che uccise sua madre è ancora intenzionato a rapire Joe per farne turpe commercio d’organi.
Remake largamente inferiore, oltre che poco fedele, di un film di culto datato 1949 (“Il Re Dell’Africa” di Ernest B. Schoedsack) “Il Grande Joe” contiene tutte le caratteristiche delle produzioni “dal vivo” della Disney. L’unica nota di originalità dell’opera risiede nel fatto di aver adattato una storia che all’epoca era concepita per un pubblico eterogeneo agli stilemi classici (e, francamente, prevedibili) del film per bambini. 2.jpg (13928 bytes)Ne risulta un’operazione molto furba, attenta a toccare tutte le possibili corde dell’emozione e dei (buoni) sentimenti senza preoccuparsi troppo della messa in scena o dei dialoghi (particolarmente atroci questi ultimi), con qualche ipocrisia (gli animali, anche se in estinzione, NON vivono bene negli zoo) e varie incertezze narrative (specie nella prima parte, troppo frettolosa e manierata). Menzione a parte per il grande Rick Baker che, nel realizzare “Il Grande Joe”, conferma ancora una volta di essere il migliore nel campo degli effetti speciali di trucco, meccanici e animatronici, elevando il lavoro svolto dalla sua spesso bistrattata categoria a pura forma d’arte. Se solo il regista Ron Underwood (del quale ricordiamo con piacere il b-movie in stile anni ‘50 “Tremors”) avesse attinto ispirazione dalle umanissime creature fantastiche di Baker, ne sarebbe uscito un film forse meno politicamente corretto ma senz’altro con più anima.

Luigi De Angelis