Tempi Moderni

I film del 1999


DIVORCING JACK

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: David Caffrey
Sceneggiatura: Colin Bateman
Fotografia: James Welland
Musica: Adrian Johnston
Prodotto da: Robert Cooper, Nik Powell e Stephen Wooley
(REGNO UNITO - FRANCIA, 1998)
Durata: 110’
Distribuzione cinematografica: BIM

PERSONAGGI E INTERPRETI

Dan Starkey: David Thewlis
Lee Cooper: Rachel Griffiths
Michael Brinn: Robert Lindsay
Cow Pat Keegan: Jason Isaacs
Charles Parker: Richard Gant
Patricia Starkey: Laine Megaw
Margaret McGarry: Laura Fraser

ciak3.gif (1850 bytes)ciak3.gif (1850 bytes)

1.jpg (7711 bytes)Divor...Jack. Margaret sussurra a labbra strette questa enigmatica frase e poi chiude gli occhi per sempre tra le braccia di un disperato e attonito Dan. Dan Starkey è uno dei giornalisti di punta di un quotidiano di Belfast. Alcolizzato, sfasato, sempre in ritardo e con la testa fra le nuvole, ma in fondo un bambinone, innamorato della moglie e della buona birra. L’unica scappatella cui non si sottrae sconvolge la sua vita e distrugge quella della sua sfortunata preda. La morte violenta di Margaret scatena infatti una serie di avvenimenti assurdi e grotteschi che stringono Dan in una morsa inesorabile: l’Ira, i grandi nomi della politica, i terroristi e i paramilitari, sembrano fare a gara per inseguirlo ed eliminarlo. E tutto per una frase mal pronunciata da cui sembra dipendere il destino di un paese intero. Intanto Dan assiste al crollo del proprio matrimonio, alla perdita della libertà, si trova costretto a chiedere aiuto ad una pseudo-suora che fa la spogliarellista e che spara meglio di un killer, mentre tutti lo accusano di omicidio. 2.jpg (9495 bytes)Thriller-comedy dal ritmo frenetico "Divorcing Jack" è il primo lungometraggio di David Caffrey, un omaggio a film e generi diversi. Un po’ giallo e un po’ noir con un’ironia pungente che sa cedere al romanticismo, ma con un numero di registri eccessivo che rischia di generare confusione. Primo romanzo anche per lo sceneggiatore, Colin Bateman che segue la stessa direzione: una storia in cui non c’è una scena che sia come ci si aspetta, perché ognuna è a sé, con situazioni e personaggi sempre nuovi che si affacciano all’improvviso come se provenissero dal nulla. Lo spunto di partenza non brilla, è vero, di originalità: il giornalista ubriacone che non sa gestire la propria esistenza, ma è lodato per la sua genialità non ha nulla di innovativo. Molto più interessante allora, l’ambientazione, che immagina una Irlanda del Nord del futuro trasformata in un paese ricco e pacifico.

Elisabetta Marino