Tempi Moderni

I film del 1999


IDIOTI
(IDIOTERNA)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Lars Von Trier
Sceneggiatura: Lars Von Trier
Fotografia: Lars von Trier
Montaggio: Molly Malene Stensgaard
Musica: Kim Kristensen
Prodotto da: Vibeke WindeløV
(Danimarca, 1998)
Durata: 113'
Distribuzione cinematografica: ISTITUTO LUCE

PERSONAGGI E INTERPRETI

Karen: Bodil Jorgensen
Stoffer: Jens Albinus
Susanne: Anne Louis Hassing
Henrik: Troels Lyby
Jeppe: Nikolaj Lie Kaas

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Un gruppo di trentenni danesi sono i protagonisti di questo film. Sulle prime li vediamo in un ristorante di Copenaghen comportarsi come dei ritardati mentali e infastidire gli altri clienti che non se ne hanno troppo a male. Più tardi capiamo che questi giovani giocano a fare i ritardati. Tra di loro, frattanto, si è inserita Karen, che sembra stranamente assente. Tutti insieme (sono una decina) raggiungono una villa in un ricco quartiere residenziale di Copenaghen dove per circa due settimane metteranno in pratica il loro proclama di "spasticare", vuoi per desiderio di libertà, vuoi per semplice divertimento, o per provocazione anti-borghese. Come dice il leader del gruppo Stoffer, l'Idiota, in una società sempre più ricca ma povera di vere emozioni è l'essere del futuro, l'unico che può tracciare i nuovi limiti comportamentali e morali degli umani.
Mutilato di almeno tre minuti e mezzo (ma c'è chi dice dieci) dalla distribuzione italiana, per permettere alla pellicola di avere il divieto solo per i 14 anni, "Idioti" viene presentato senza le immagini che, a rigor di logica, dovrebbero essere tra le più "importanti" del film, soprattutto per il loro presunto contenuto scandalistico.
Girato in video e poi riversato in 35 mm.,"Idioti" è il primo film di Lars Von Trier nato in seguito alle creazione del misterioso gruppo Dogma 95, che riunisce un numero imprecisato di registi danesi (tra cui il Thomas Vinterberg di "Festen"). Il gruppo ha proclamato un bizzarro "voto di castità" che prevede per la realizzazione di ogni film di attenersi rigorosamente a una serie di regole strambe (girare solo in esterni, con la macchina da presa a mano, senza la firma sui titoli di testa del regista) e contraddittorie, con l'intenzione di portare una ventata d'aria fresca nel cinema contemporaneo, richiamando un po' la nouvelle vague francese. Vero è che nel cineasta danese, nei suoi film come nelle sue dichiarazioni, è sempre presente un fondo di provocazione ma in questo caso Von Trier è talmente ironico che non si capisce bene cosa voglia dire. Sicuramente chi ha sottoscritto questo patto non sembra prenderlo troppo sul serio (come per i matti protagonisti di "Idioti" verrebbe da dire), ma comunque da ciò qualche conseguenza la si dovrà pure trarre. E non si può nascondere un certo sconcerto.
In "Idioti" Lars Von Trier riprende il filo che aveva abbandonato con "Le onde del destino", con questi personaggi che giocano a fare Bess, a essere coraggiosi come Bess, ma che per un po' sono divertenti, dopo un po' irritano e quindi stancano. Il film somiglia ad una grossa boutade, gioca con i concetti di razionalità e di ordine, ben consapevole della pericolosità del gioco e da ciò trae qualche piccola conseguenza (questa è probabilmente la sua più grande debolezza) amara e non troppo originale. Ma il difetto principale del film, a fronte dell'instancabile e sempre apprezzabile audacia formale (o anti-formale) di Von Trier, sta nella sua freddezza deliberata, nel mostrarsi come frutto di una idea da sperimentare che non riesce a soffiare abbastanza vita nei personaggi, tanto che non si partecipa ai loro drammi, nemmeno nel finale che avrebbe potuto essere ben più commovente.

Alfonso Iuliano