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GUERRE
STELLARI
(STAR WARS)
CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: George
Lucas
Sceneggiatura: George Lucas
Fotografia: Gilbert Taylor
Scenografia: Roger Christian
Musica: John Williams
Montaggio: Paul Hirsch, Marcia Lucas, Richard Chew
Prodotto da: Gary Kurtz
(USA, 1977)
Durata: 121'
Distribuzione cinematografica: 20TH Century Fox
PERSONAGGI E INTERPRETI
Luke Skywalker: Mark Hamill
Han Solo: Harrison Ford
Principessa Leila Organa: Carrie Fisher
Grand Moff Tarkin: Peter Cushing
Ben Obi-Wan Kenobi: Alec Guinnes
C3PO: Anthony Daniels
R2D2: Kenny Baker
Chewbacca: Peter Mayhew
Darth Vader: David Prowse
Owen Lars: Phil Brown
Beru Lars: Shelagh Fraser
Capo Jawa: Jack Purvis
Generale Dodonna: Alex McCrindle
Generale Willard: Eddie Byrne
   
In un'epoca imprecisata, futura ma passata rispetto al tempo della
narrazione (il film inizia con la dicitura "... tanto
tempo fa in una galassia lontana.."), un gruppo di ribelli guidato
dalla Principessa Leila Organa (Carrie Fisher) si oppone con
difficoltà allo strapotere e alla malvagità dell'Impero Galattico.
L'unica possibilità di vittoria e di sopravvivenza dei ribelli consiste nella distruzione
della Morte Nera, la più letale e terrificante arma dell'Impero. Gli eroi riusciranno
alla fine nell'intento, ma solo dopo incredibili peripezie e viaggi di sapore iniziatico.
Se l'idea di partenza è costituita dalle avventure classiche di Flash
Gordon, Guerre Stellari racchiude in sé tutti gli elementi
tipici della tradizione avventuroso-fantascientifica letti secondo un'ottica estremamente
personale che aggiunge alla sicurezza del "vecchio" il coraggio e la voglia di
sperimentazione del "nuovo". Il Bene e il Male sono entità nettamente distinte
e non hanno, almeno non in questo primo capitolo, punti di contatto o sfumature che li
avvicinino l'uno all'altro. Ciò potrebbe essere letto come una leggerezza o una
limitazione, ma all'epoca contribuì ad aprire la strada a tutta una serie di opere
cinematografiche in cui la linearità della narrazione era posta come assunto del
divertimento, ciò senza dimenticare naturalmente gli innumerevoli accorgimenti tecnici e
stilistici che rendono il cinema una grande forma d'arte.
In Guerre Stellari troviamo
un concentrato di situazioni ed esperienze avventurose proprie del cinema cavalleresco e
medioevale (i Cavalieri Jedi), di quello orientale e iniziatico (cosa è
la "Forza" se non un'esaltazione di se stessi attraverso la meditazione e il
pensiero?), nonché fiumi di citazioni cinefile
più o meno nascoste che omaggiano sia il genere (Metropolis di Fritz Lang, ad esempio) che l'arte cinematografica (il ritorno di
Luke Skywalker alla casa devastata e incendiata degli zii ricorda molto Sentieri
Selvaggi di Ford). Altro aspetto caratteristico
dell'opera è quello del rapporto con la tecnologia, posta a base dell'esistenza dei suoi
protagonisti, ma spesso ripudiata in favore di un approccio più umano alla vita, in cui
l'individuo, e non la macchina, viene chiamato a risolvere i problemi (Luke per
distruggere la Morte Nera non si affida al Radar, ma "usa la Forza", cioè se
stesso).
Il film vinse sei Oscar, tutti, a parte quello assegnato a John Williams per la colonna sonora, per aspetti tecnici o
scenografici. Fra le molte interpretazioni, tutte degne di nota, ci preme ricordare in
questa sede quella di Peter Cushing nella parte del malvagio
Grand Moff Tarkin; l'attore britannico, celebre per i famosi film Horror della casa di
produzione Hammer, regala al cinema con Star Wars
l'ultima, grande interpretazione della sua carriera, accomiatandosi con gloria
dall'affetto del pubblico (Cushing è morto da pochi anni, ma il suo stato di salute non
gli permetteva più di lavorare). A tanta magnificenza visiva George
Lucas ha posto recentemente mano nel tentativo di "migliorare" ciò che
già era considerato allo stato dell'arte, aggiungendo sequenze e ritoccandone
digitalmente altre, ma, essendo Star Wars divenuto un simbolo, un'idea di
cinema, ci chiediamo in che misura sia possibile modificare un ricordo senza distruggerlo
o intaccarlo.
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