Anno V - Numero 2 - Giugno 1999

Gli altri film del mese


PIOVUTA DAL CIELO
(FORCES OF NATURE)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Brownen Hughes
Sceneggiatura: Marc Lawrence
Fotografia: Elliot Davis
Scenografia: Lester Cohen
Costumi: Donna Zakowska
Musica: John Powell
Montaggio: Craig Wood
Prodotto da: Susan Arnold, Ian Bryce, Donna Roth
(Usa, 1999)
Durata: 105'
Distribuzione cinematografica: UIP

PERSONAGGI E INTERPRETI

Sarah: Sandra Bullock
Ben: Ben Affleck
Virginia Cahill: Blythe Danner
Bridget: Maura Tierney
Alan: Steve Zahn
Hadley Cahill: Ronny Cox

ciak3.gif (1850 bytes)ciak3.gif (1850 bytes)

1.jpg (5030 bytes)"Ti amo" - "Io ti adoro" - "No, io ti amo di più". Le conversazioni telefoniche fra Ben, scrittore newyorkese affascinante e di successo e la sua promessa sposa Maggie, tranquilla ragazzotta di Savannah, difficilmente si allontanano da affermazioni tanto perentorie. Il matrimonio è imminente e la coppia potrebbe coronare il suo sogno d’amore se solo Sarah non piombasse sul tragitto assolutamente convenzionale della vita di Ben come un tornado. Una forza della natura, una calamita che attira i guai con un’ingenuità disarmante: quando Sarah prende una qualsiasi iniziativa gli aerei vanno fuori pista, i treni sbagliano strada, i viaggi in macchina si trasformano in incubi interminabili, eppure così irresistibili...

2.jpg (5427 bytes)Co-prodotto da Sandra Bullock, nei panni di un personaggio indossato su misura, il film oscilla fra i toni brillanti della sophisticated-comedy e momenti di pura azione. Ma è anche una commedia itinerante in cui il motivo del viaggio è in realtà una fuga dalla routine quotidiana, dalla prigione delle imposizioni tradizionali, con omaggi al passato. In primo luogo alla malizia volutamente dosata della Clodette Colbert di Accadde una notte (di cui per altro Piovuta dal cielo-Forces of nature vuole essere un remake sui generis), ma forse ancor di più alla sensualità indiavolata della Katherine Hepburn di Susanna.

3.jpg (7573 bytes)Fedeltà ad un modello collaudato, dunque: fanciulla scapestrata, ma adorabile, irretisce e conquista giovane recalcitrante e di bella presenza, con inevitabile happy end. Happy end che di fatto manca perché Sarah non è un’ancora di salvezza dal grigiore della "tomba matrimoniale", ma è un fascio di luce liberatoria in un mondo di sentimenti che Ben ha represso troppo a lungo. Sarah non è un’ereditiera viziata, è la ragazza della porta accanto tormentata da fallimenti sentimentali e da amori persi per fragilità, ma c’è della magia nella sua sregolatezza. Niente banalità. Ma una scoperta di sé attraverso l’incontro con la "diversità".

Elisabetta Marino


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