Anno V - Numero 2 - Giugno 1999

Gli altri film del mese


IL COLORE DELLA MENZOGNA
(AU COEUR DU MENSONGE)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Claude Chabrol
Sceneggiatura: Odile Barsky, Claude Chabrol
Fotografia: Eduardo Serra
Scenografia: François Benoit Fresco
Costumi: Corinne Jorri
Musica: Matthieu Chabrol
Montaggio: Monique Fardolis
Prodotto da: Marin Karmitz
(Francia, 1999)
Durata: 108'
Distribuzione cinematografica: Bim

PERSONAGGI E INTERPRETI

Vivian Sterne: Sandrine Bonnaire
Rene Sterne: Jacques Gamblin
Frederique Lesage: Valeria Bruni Tedeschi
Germain-Roland Desmot: Antoine de Caunes
Detective Loudun: Bernard Verley
Yvelyne Bordier: Bulle Ogier
Regis Marchal: Pierre Martot
M. Bordier: Noël Simsolo
Anna: Adrienne Pauly

ciak3.gif (1850 bytes)ciak3.gif (1850 bytes)

poster.jpg (8410 bytes)In un villaggio di pescatori della Bretagna, alcuni bambini trovano il corpo senza vita di Eloise, una ragazzina di dieci anni. Una giovane donna commissario, Frédérique Lesage (Valeria Bruni Tedeschi) conduce un inchiesta con l'aiuto del poliziotto locale, Loundun. L'inchiesta stagna anche perché tutti sembrano mentire o nascondere qualcosa, finché un secondo omicidio finisce per paralizzare il paese…
Tutto parte dal corpo senza vita di Eloise. Pochi abitanti, l'inchiesta non dovrebbe essere difficile, ma le cose sono complicate dai rapporti falsi e sotterranei che esistono, dal piacere che ognuno prova a dare false piste al commissario pur di allontanare i sospetti da sé.

Opposti al commissario, troviamo una coppia di "forestieri": René, (Jacques Gamblin) un pittore, e Viviane (Sandrine Bonnaire) un'infermiera, corteggiata da Desmot (Antoine de Caunes), nativo del luogo, e brillante quanto odioso divo del giornalismo televisivo. Desmot è l'attrazione del villaggio, ha amici e conoscenze ovunque, somiglia a tanti noti personaggi pubblici, protagonisti del nostro mondo televisivo. René e Viviane sono un coppia in crisi, non essendo nati nel villaggio, sono considerati degli estranei, ed inoltre Viviane, donna pratica e con un forte carattere, ha una relazione con Desmot, ma non lascia il marito, perché sa che ciò avrebbe un effetto devastante su di lui.

Chabrol, con la sua particolare prospettiva e il suo tocco leggero, ci dice che ognuno resta un mistero per l'altro e per se stesso e che la verità è simile ai quadri che dipinge René, quei trompe l'oeil che ingannano con le finte prospettive ma che comunque hanno una loro indiscussa solidità, così come le bugie hanno la loro.
Claude Chabrol, sceneggiatore e regista, orchestra un giallo psicologico e con un linguaggio essenziale riesce a parlare dell'uomo nella sua accezione più profonda, segreta, ambigua, plurale. Per questo si dedica ad un lavoro di scavo paziente, meticoloso, certosino, ricavando immagini distillate dove ogni cosa è, ma potrebbe anche essere altro, dove gli accordi musicali si fondono nella composizione visiva in un sussulto di sensorialità avvolgente.

Memmo Giovannini


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