Anno V - Numero 2 - Giugno 1999

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IN DREAMS

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Neil Jordan
Sceneggiatura: Neil Jordan, Bruce Robinson
Fotografia: Darius Khondji
Scenografia: Nigel Phelps
Costumi: Jeffrey Kurland
Montaggio: Tony Lawson
Musica: Elliot Goldenthal
Prodotto da: Stephen Woolley
(Usa, 1999)
Durata: 98'
Distribuzione cinematografica: Uip

PERSONAGGI E INTERPRETI

Claire Cooper: Annette Bening
Vivian Thompson: Robert Downey jr.
Dr.Silverman: Stephen Rea
Paul Cooper: Aidan Quinn
Jack Kay: Paul Guilfoyle

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1.jpg (4209 bytes)Lo spunto di In dreams nasce dalla ormai consolidata abitudine di taluni dipartimenti di polizia di servirsi di persone con poteri sensitivi per tentar di catturare gli assassini seriali. Claire Cooper è una donna che, senza esserne pienamente consapevole, entra in contatto telepatico con uno di codesti criminali: i suoi sonni cominciano ad essere popolati di visioni terrorizzanti, delle quali ella riesce a focalizzare soltanto dettagli isolati dal contesto.
Purtroppo, nessuno crede al fatto che detti sogni siano delle autentiche premonizioni: non le forze dell'ordine, né suo marito o lo psicoterapeuta, fino a convincerla di dover contare soltanto sulle proprie forze.
Ma l'omicida è consapevole di essere in qualche modo spiato e decide di passare all'azione, di mettere Claire in condizione di non più nuocere...

2.jpg (4315 bytes)Scritto dal regista Neil Jordan in collaborazione con Bruce Robinson, In dreams è un giallo parapsicologico che occhieggia a tutta una tradizione di pellicole horror e thriller, da Occhi di Laura Mars (1978) di Irvin Kershner a La zona morta (1983) di David Cronenberg, passando per A Venezia... un dicembre rosso shocking (1973) di Nicolas Roeg: con citazioni abbastanza esplicite da due classici del genere, Psyco (1960) di Hitchcock ed Il silenzio degli innocenti (1991) di Demme.

3.jpg (3627 bytes)Efficace nella prima parte, dov'é il mistero a farla da padrone e l'inquietudine non si concretizza in fattezze d'individuo, il film cede vistosamente nella seconda, contraddistinta da una serie di risibili effettacci e da uno scioglimento narrativo prevedibilmente collocabile nella sfera traumatica della psicoanalisi volgare.
Quanto agli interpreti, Annette Bening è brava e credibile; assai meno gli altri, vittime incolpevoli d'una sceneggiatura improbabile e raffazzonata.

Francesco Troiano


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