Anno V - Numero 2 - Giugno 1999

Gli altri film del mese


LA BALIA

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Marco Bellocchio
Soggetto e sceneggiatura: Marco Bellocchio e Daniela
Ceselli, sulla scorta dell'omonima novella di Luigi Pirandello
Fotografia: Giuseppe Lanci
Montaggio: Francesca Calvelli
Scenografia: Marco Dentici
Costumi: Sergio Ballo
Musica: Carlo Crivelli
Prodotto da:
(Italia, 1999)
Durata:
Distibuzione cinematografica: Istituto Luce

PERSONAGGI E INTERPRETI

Prof. Mori: Fabrizio Bentivoglio
Vittoria: Valeria Bruni Tedeschi
Annetta: Maya Sansa
Maddalena: Jacqueline Lustig
Nardi: Pier Giorgio Bellocchio

ciak3.gif (1850 bytes)ciak3.gif (1850 bytes)ciak3.gif (1850 bytes)

1.jpg (7082 bytes)Da "Il gabbiano" (1977) a "Il principe di Homburg" (1997), più d'una volta Marco Bellocchio s'è confrontato con classici della letteratura: nella fattispecie, questo de "La balia" costituisce il suo secondo incontro con Pirandello dopo un "Enrico IV" (1984) figurativamente impeccabile ma gravato da un sovrappiù di simbolismo.
Rispetto alla novella, scritta nel 1903, il regista de "I pugni in tasca" (1965) ha apportato sostanziose modifiche lasciando intatto il solo nucleo centrale, costituito dal confronto tra una donna borghese algida e senza latte ed una popolana vitale e dalle poppe traboccanti: il bimbo da allattare rimane il motore della vicenda, cambiano per contro la professione di suo padre (uno psichiatra in luogo d'un deputato socialista), le attitudini della balia (ch'è qui una donna forte, fidanzata d'un rivoluzionario finito in carcere, desiderosa d'apprendere e crescere), lo scioglimento della vicenda (la ragazza non finirà per prostituirsi, né per perdere il proprio bambino).

2.jpg (8603 bytes)Se, come dicevano gli antichi, un regista si vede da dove di volta in volta colloca la macchina da presa, Bellocchio è un grande cineasta: qui, ogni singola inquadratura appare agli occhi dello spettatore perfetta, quasi non vi fosse stato alcun altro modo possibile per realizzarla, ed intere sequenze lasciano senza fiato per forza e bellezza.
Si veda ad esempio la straordinario inizio, la visita del dottor Mori ad un paziente afflitto da depressione e come disseccato d'allegrezza, nella cornice d'una amena casa da benestante abbrunata dalla pena; la scena in cui ancora il medico esamina le aspiranti nutrici col petto ridondante di latte, d'una struggente eloquenza sull'iniquità dei rapporti di classe; oppure il momento in cui la giovane, analfabeta, si fa leggere dal proprio datore di lavoro una missiva scritta dal proprio compagno in cattività.

3.jpg (5891 bytes)Ma è dall'insieme dell'opera che promana un senso di perfezione, di totale controllo ad un tempo della materia e delle dramatis personae: quest'ultime guidate a prestazioni mirabili, ché non si saprebbe davvero cosa prediligere fra la rattenuta emozione di Bentivoglio e l'impressionante aderenza alle nevrosi del personaggio di Valeria Bruni Tedeschi (per tacer del grande esordio di Maia Sansa, capace di utilizzare al meglio le proprie esperienze di teatro).
Assieme a "Così ridevano" di Gianni Amelio, "La balia" è certamente il miglior film italiano della stagione: la speranza è che la giuria di Cannes se ne accorga, accordando ad esso un riconoscimento che più meritato non potrebbe essere.

Francesco Troiano


Acquista i libri, i video e le colonne sonore dei film di cui abbiamo parlato su Amazon.com, il più fornito negozio interattivo della rete!

Search: Enter keywords...

logo.gif (1915 bytes)