Anno V - Numero 2 - Giugno 1999

Gli altri film del mese


L'ANNIVERSARIO

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Mario Orfini
Sceneggiatura: Grazia Giardiello, Roberto Jannone, Mario Orfini
Fotografia: Claudio Bellero
Scenografia: Gianni Quaranta
Costumi: Nicoletta Ercole
Musica: Tito Schipa Jr.
Montaggio: Claudio Cutri
Prodotto da: Mario Orfini
(Italia, 1999)
Durata: 100'
Distribuzione cinematografica: BIM

PERSONAGGI E INTERPRETI

Anita: Laura Morante
Michele: Luca Zingaretti
Daniela: Elena Fresco
Terry: Alessandra Celi

ciak3.gif (1850 bytes)ciak3.gif (1850 bytes)

1.gif (12789 bytes)Sposati da dieci anni Anita (Laura Morante) e Michele (Luca Zingaretti), architetti in carriera con villetta alle porte di Roma, invitano gli amici per festeggiare la loro unione. Lui, credendola incinta, aspetta la torta per comunicare ai presenti il lieto evento, ma lei ha abortito qualche giorno prima e il disagio regna sovrano nella casa. Durante la festa una giovane sposa, con bambino in braccio e lividi dappertutto, suona alla porta, sotto la pioggia, chiedendo aiuto. In un clima da fosco psicodramma familiare assistiamo alla perdita di controllo di questo rapporto fasullo, stiracchiato, formale, che si regge in piedi solo per abitudine; il punto di rottura è stato superato da tempo e la quotidianità è fatta solo di disaffezioni e ipocrisie. Il peggio deve ancora accadere, come insinua il lungo prologo - ambientato la mattina dopo - nel quale vediamo la donna muoversi per le stanze in preda a una sorta di "rimozione" totale, tormentata da voci interiori, persa e incapace di sottrarsi alle piccole ritualità casalinghe. Dov'è finito il marito? Perché quelle tazze in pezzi? Perché nessuno chiude l'acqua della doccia?

2.gif (9603 bytes)La cornice vagamente noir è un modo per ispessire sul piano della suspense, questo "kammerspiel" del disamore che Orfini impagina con cerebrale accuratezza. Stilista della cinepresa, il regista predilige le storie ambientate in interni dove è più facile sbizzarrirsi in carrelli, visioni verticali e orizzontali; la casa diventa teatro di un corpo a corpo serrato dai riflessi metaforici. Ne L'anniversario la vertigine e il dolore attraversano i segni dell'amore e del disamore; ogni vera storia d'amore concerne sempre un "terzo" virtuale. Il "tre" e non il "due" è il numero dell'amore e dei suoi segni. È il "terzo" come possibilità di vita che colloca sempre l'amore in un divenire "irreale". L'amore come vertigine del possibile che viene a determinarsi con il suo farsi storia: una storia d'amore è la realizzazione o lo spreco delle possibilità iniziali. Il "terzo" può essere affermato anche sotto forma di interdizione sociale all'amore (Romeo e Giulietta) o come inesorabilità del destino che piomba sulla coppia (il melodramma): c'è sempre un "altro" che da fuori interviene a complicare la dualità del rapporto, consentendo ai segni dell'amore di rendersi nuovamente disponibili a una opacizzazione. Da Jules e Jim a L'età dell'innocenza (due titoli fra tanti), l'amore, nella sua impossibilità di completamento "duale", assume un'intensità distribuita fra: il futuro delle "aspettative" dove tutto sembra possibile, (l'"altro" come incarnazione dell'infinità del possibile); il passato della "nostalgia", (ciò che poteva essere e non è stato); e il presente come punto di conversione. L'anniversario è un film inconsueto, non proprio risolto e forse troppo ambizioso, ma segnala il piacere di fare cinema fuori dagli standard attuali.

I protagonisti Laura Morante e Luca Zingaretti (toccante anche Elena Fresco, che fa l'intrusa) si intonano all'atmosfera, disegnando una coppia estenuata e sterile nella quale forse si riconoscerà - senza ammetterlo - più di uno spettatore.

Memmo Giovannini


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