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GIALLO PARMA CAST TECNICO ARTISTICO
Sceneggiatura e Regia: Alberto Bevilacqua, dal
suo romanzo omonimo, edito da Mondadori
Fotografia: Claudio Cirillo
Scenografia: Luciano Spadoni
Costumi: Cristiana Lafayette
Musica: Davide Masarati
Prodotto da: Mediatrade, Les film de l'astre
Durata: 122
(ITALIA, FRANCIA, 1999)
Distribuzione cinematografica: MEDUSA
PERSONAGGI E INTERPRETI
Margot: Natacha Amal
Giudice Bocchi: Robert Hossein
Giulio: Kaspar Capparoni
Fabrizio: Brontis Jodorowsky
Franca Gherardi: Michela Miti
Luisa Corradi: Maria Teresa Rossini

Pur ruotando attorno a tanti personaggi legati dai sottilissimi fili
dellipocrisia, la storia ha ununica protagonista: la cittą di Parma. Con la
sua bellezza antica, la sua aria un po snob, i locali esclusivi ed una ricchezza
tangibile ed ambigua. A Parma torna dopo una lunga assenza Margot, affascinante e
trasgressiva, la "tigre del Bengala" come č soprannominata dagli squallidi
rappresentanti della fascia alta della societą. E torna con intenti bellicosi e
vendicativi. Ai danni della matrigna che ha avvelenato la vita di suo padre per ottenere
denaro e prestigio, dei numerosi amanti di cui questultima si č circondata e che ha
regolarmente e generosamente offerto alla giovinezza ignara della figlia acquisita. Con un
bagaglio fatto di abusi e dolore Margot si riavvicina alle sue vecchie conoscenze e tra i
fantasmi del passato ritrova il giovane Giulio, che conosce ogni aspetto della corruzione
cittadina. Ritrova il giudice Bocchi, apparentemente intoccabile e degno del massimo
rispetto, ma immerso nel fango della corruzione e della meschinitą. Tra riscoperte
passioni e rancori mai sopiti si consuma anche un delitto, la cui stupefacente (in realtą
neanche troppo) risoluzione, consentirą a Margot di recuperare quella completezza
interiore che pensava di aver bruciato insieme alla sua innocenza.
"La donna delle meraviglie" č lultimo film diretto da Alberto Bevilacqua.
A quattordici anni di distanza lo scrittore sceglie ancora di dirigere un proprio romanzo
a completamento della trilogia cinematografica e letteraria iniziata con "La
califfa" e "Questa specie di amore". Bevilacqua parla di Parma come della
«metafora di una certa societą contemporanea», in cui gli intrighi di sesso e potere,
di truffa e denaro servono ad eludere la noia delle giornate dei ricchi imprenditori
emiliani. Ma la sua indagine non riesce ad andare oltre i confini cittadini; i personaggi,
appena accennati, non hanno alcuna caratterizzazione: si muovono in uno spazio angusto
creato dai loro stessi ricordi, agiscono allinterno di unatmosfera degna di
una soap opera, ereditando dal genere anche la vacuitą e la mancanza di emozioni.
Elisabetta Marino |