Tempi Moderni

I film del 1999


FUORI DAL MONDO

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Giuseppe Piccioni
Sceneggiatura: Giuseppe Piccioni, Gualtiero Rosella, Lucia Zei
Fotografia: Luca Bigazzi
Scenografia: Marco Belluzzi
Costumi: Carolina Olcese
Musica: Ludovico Einaudi
Montaggio: Esmeralda Calabria
Prodotto da: Lionello Cerri per Lumière & Co.
(ITALIA, 1999)
Durata: 100’
Distribuzione cinematografica: MIKADO

PERSONAGGI E INTERPRETI

Caterina: Margherita Buy
Ernesto: Silvio Orlando
Teresa: Carolina Freschi
Esmeralda: Maria Cristina Minerva
Madre Superiora: Sonia Gessner
Madre di Caterina: Giuliana Lojodice
Ragazza del bar: Marina Massironi

ciak3.gif (1850 bytes)ciak3.gif (1850 bytes)

fuori.jpg (9102 bytes)Nel parco di una Milano assordata dal traffico Suor Caterina trova un neonato, Fausto, avvolto in un maglione. Lo ha abbandonato Teresa, una ragazza di vent’anni che adesso vaga di strada in strada alla ricerca di qualcuno che la ospiti o la aiuti in qualche modo a ritrovare il senso della sua esistenza. In una lavanderia come tante lavora Ernesto che con Teresa ha avuto una relazione, ma che è troppo occupato a chiudersi dentro, a lasciarsi scivolare addosso il grigiore di giornate vuote. Teresa vorrebbe ritrovare Gabriele, un giovane poliziotto che potrebbe amarla con tenerezza e sincerità. Le vite di queste persone ruotano inconsapevolmente attorno al piccolo Fausto che diviene la fonte di sentimenti inaspettati e il denominatore comune di persone costrette a vivere "fuori dal mondo". Tutte hanno in comune una perdita. Caterina ha rinunciato alla sua famiglia e ad una vita normale per prendere i voti. Sorretta da una vocazione ben radicata è costretta a mettersi in discussione e a fare i conti con la propria voglia di matenità e di amore. Ernesto ha perso il futuro sentimentale in cui credeva per l’inettitudine che lo caratterizza, per il senso di vuoto che ormai non riesce a colmare in nessun modo e che lo rende estraneo anche a se stesso. Il bambino potrebbe essere suo ed è questa speranza verso una diversa forma di vita l’unica ragione che lo spinge a seguire Carolina nelle sue ricerche, volte a ritrovare la madre del bambino. Tutta la storia è in realtà una ricerca, una sorta di viaggio verso il sé che è al di fuori dell’abito indossato. Le "maschere nude" si muovono sulla scena in perenne travestimento: con le vesti monacali, con le divise da lavoro; l’essere fuori dal mondo diventa allora un essere al di fuori del ruolo che si è chiamati ad interpretare e all’abito viene richiesto il compito di denunciare il disagio esistenziale che affligge le scelte dei singoli personaggi. Trionfo della semplicità e della naturalezza per il nuovo soggetto di Giuseppe Piccioni ("Chiedi alla luna") scritto a più mani dopo una lunga gestazione. Soggetto anomalo e in parte ardito per l’intimismo che sfodera nel panorama ridanciano degli ultimi tempi e che senza giri di parole mostra una serie di sentimenti comuni, vissuti da gente comune, creando ritratti precisi, nitidamente caratterizzati. Non solo per i protagonisti, ma anche per tante altre figure che hanno il merito di creare uno sfondo realistico e significativo, prime fra tutti Giuliana LoJodice e Marina Massironi con due camei ritagliati su misura e incastonati a dovere.

Elisabetta Marino