Tempi Moderni

I film del 1999


IN FONDO AL CUORE
(DEEP END OF THE OCEAN)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Ulu Grosbard
Sceneggiatura: Stephen Schiff,  Jacqueline Mitchard, dal suo romanzo
Prodotto da: Michelle Pfeiffer
(USA, 1999)
Durata: 105'
Distribuzione cinematografica: CECCHI GORI GROUP

PERSONAGGI E INTERPRETI

Beth Cappadora: Michelle Pfeiffer
Pat Cappadora: Treat Williams
Candy Bliss: Whoopi Goldberg
George Karras: John Kapelos
Vincent: Jonathan Jackson II

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poster.jpg (7676 bytes)Quella di Beth è una vita perfetta. Moglie affettuosa, madre premurosa, fotografa di successo, Beth una mattina mette in macchina i suoi tre figli per portarli alla riunione degli ex-compagni di liceo. Hall dell’albergo impraticabile, confusione, voci in crescendo e sorrisi ipocriti per non accorgersi delle tracce che il tempo ha impresso sui volti di tutti. Ben, che ha tre anni, sparisce. Beth lo ha lasciato solo per un attimo nelle mani del fratellino maggiore, ma è come se si fosse dissolto nel nulla. Ore, giorni, mesi. E il grido di dolore che soffoca il cuore di Beth la chiude alla vita, senza trasformarsi però in rassegnazione. Beth cambia città, cambia casa, prova a ricominciare a vivere fino a quando un bambino di nove anni bussa alla sua porta, distruggendo improvvisamente il precario equilibrio che gli anni le hanno concesso. Tutto lascia credere che si tratti di Ben, anche se il bambino non ha alcun ricordo di quella famiglia. Ingannevole abbaglio della mente o crudele, assurda verità? La realtà fatta di abitudini non vissute si affaccia prepotentemente sul quotidiano e condiziona tutti. Tratto dal bestseller di Jacqueline Mitchard del 1996, "In fondo al cuore", prodotto ed interpretato da Michelle Pfeiffer, punta sui sentimenti, sfoderandone una gamma tra le più fornite, e punta tutto, troppo, sulla protagonista. Disperazione, abbandono, rabbia, coraggio, passano attraverso il suo sguardo, scivolando addosso agli altri personaggi come se il dramma potesse consumarsi esclusivamente dentro di lei. Il trionfo dello stereotipo e del sentimentalismo con un soggetto tagliato secondo un’ottica assolutamente prevedibile. Scompare quasi del tutto la figura dell’ispettore di polizia impersonato da Whoopy Goldberg che avrbbe potuto avere uno spessore ben maggiore, così come è del tutto trascurato il punto di vista del figlio ritrovato che finisce per adattarsi alla sua nuova famiglia senza particolari stravolgimenti. Se qualcuno che si ama scomparisse all’improvviso dalla nostra vita riemergendo come per incanto dal nulla, ne deriverebbe un viaggio nel dolore complesso e profondo: non un unico strato, patinato e privo di contraddizioni, che si orienta necessariamente verso il lieto fine, dimenticando che l’abbandono, la disperazione, la rabbia si annidano "in fondo al cuore", ma spesso tragicamente.

Elisabetta Marino