Anno V - Numero 7 - Dicembre 1999

I film del mese


LA VIA DEGLI ANGELI

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Pupi Avati
Sceneggiatura: Pupi ed Antonio Avati
Fotografia: Cesare Bastelli
Scenografia: Carlo Simi
Costumi: Catia Dottori
Musica: Riz Ortolani
Montaggio: Amedeo Salfa
Prodotto da: Antonio Avati, Fiorenzo Senese
(Italia, 1999)
Durata: 120'
Distribuzione cinematografica: Medusa

PERSONAGGI E INTERPRETI

Fratello di Loris: Gianni Cavina
Ines: Valentina Cervi
Nello Apicella: Carlo Delle Piane
Angelo: Libero De Rienzo
Enrichetta Simony: Eliana Miglio
Gabriella Simony: Chiara Muti
Mirella di Budrio: Paola Saluzzi

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Piaccia o meno, il cinema di Pupi Avati possiede quel che manca a molto cinema italiano contemporaneo: una spiccata riconoscibilità, un segno particolare (altri direbbe autorialità) che lo rende inconfondibile e sempre eguale a sé medesimo. Con tutto ciò che di negativo e di positivo ciò comporta: d’altro canto, laddove ci sono pittori che per l’intera esistenza dipingono lo stesso volto di donna o la stessa bottiglia, non si potrà certo rimproverare al Nostro di aver girato l’ennesimo film fondato sulla memoria ed il ricordo.
Se nel precedente (e poco riuscito) Il testimone dello sposo egli aveva rievocato, pel tramite della fantasia, la figura del nonno emigrante tornato al paese ricco ed invidiato, in questo La via degli angeli egli elabora un episodio della vita di sua madre (alla quale, scomparsa di recente, il film viene dedicato) e ne fa un racconto elegiaco, sommesso, quasi fiabesco, su un tempo lontano e da lui soltanto immaginato.

La storia ivi narrata è quella di Ines, una fanciulla bolognese in vacanza a Sasso Marconi che, nell’estate del 1889, partecipa ad una sorta di cerimonia rituale assai attesa da tutti gli scapoli dei dintorni: l’annuale festa danzante organizzata da Loris, nella sua balera in riva al Reno, ove hanno occasione di incontrarsi i ragazzi in cerca di moglie della zona e le ragazze nubili del circondario.
Ella vi si reca nella speranza di farsi notare dal figlio del padrone, presso cui presta servizio di dattilografa: riuscirà nel suo intento, mentre intorno a lei s’ intrecciano vicende,personaggi, situazioni non nuovi in Avati (il Nello Apicella di Carlo Delle Piane, ad esempio, è parente stretto del Carlo Balla di Una gita scolastica; la tematica del tradimento, poi, è uno dei suoi "topoi" più ricorrenti).

Animata da una schiera di bravi attori (su tutti, l’ottimo Gianni Cavina), girata con indubbia professionalità, la pellicola trova il suo limite in una certa mancanza di vitalità che la fa inerte, un po’ decorativa; e ne rende obbligatoria la visione per i soli fan del regista.

Francesco Troiano


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