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ROSETTA CAST TECNICO ARTISTICO
Sceneggiatura e Regia: Luc e Jean-Pierre Dardenne
Fotografia: Alain Marcoen
Scenografia: Igor Gabriel
Costumi: Monic Parelle
Montaggio: Marie-Helene Dozo
Prodotto da: Jean-Pierre Dardenne, Luc Dardenne, Laurent
Petin, Michele Petin
(Belgio, 1999)
Durata: 90'
Distribuzione cinematografica: Key Films
PERSONAGGI E INTERPRETI
Rosetta: Emilie Dequenne
Riquet: Fabrizio Rongione
La madre Rosetta: Anne Yernaux
Boss: Olivier Gourmet
   
Rosetta vive con la madre,
alcolizzata e pronta a dar via il proprio corpo in cambio duna bottiglia, in un
misero campeggio di roulotte alla periferia dun centro abitato: per andare ogni
giorno in città valica recinzioni, traversa autostrade, pesca di frodo mentrè di
passaggio.
Rosetta vuole vivere con dignità, aspira ad un lavoro, degli amici,
unabitazione decente: le leggi del neocapitalismo tuttavia non conoscono etica, ella
viene brutalmente accantonata, il suo diritto a vivere diviene lotta spietata per la
sopravvivenza.
Nella prima sequenza la vediamo irrompere come una furia che tutto devasta: di
fronte allennesimo licenziamento senza ragione, combatte, urla, sattacca agli
oggetti, non vuol mollare. Non la molla neppure la macchina da presa: per unora e
mezza la steadycam bracca senza tregua la protagonista di questo splendido
"Rosetta", giustamente premiato a Cannes col massimo riconoscimento.
I fratelli Dardenne - belgi,
un passato di documentaristi al servizio del sociale, tre lungometraggi alle spalle di cui
uno solo (lintenso "La promesse") giunto in Italia - adottano uno sguardo
lucido, distante, fenomenologico, davvero rosselliniano: fan parlare le cose ed i fatti,
mettono in campo i personaggi e li lasciano alla loro verità.
Il risultato è una pellicola che scuote nel profondo, sconcerta lo spettatore, lo
priva di certezze o speranze: solo nel finale, quando Rosetta sta per cedere allo
sconforto figliato dal disgusto per le proprie stesse azioni, lobiettivo pare
impietosirsi, il pudore prendere il sopravvento sulla crudezza della ragione.
E un momento altissimo, di quelli che sottolineano ed esplicitano i motivi
dellamore che portiamo a questo mezzo di rappresentazione: nessuna pagina scritta,
nessuna recita teatrale potrà restituirci fisicamente lo sguardo di Rosetta, la sua
tangibile disperazione, la mano di chi - pur offeso - le offre la propria solidarietà.
Tutto questo è cinema: meglio, è il Cinema.
Francesco
Troiano
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