Anno V - Numero 7 - Dicembre 1999

I film del mese


UNA RELAZIONE PRIVATA
(UNE LIASON PORNOGRAPHIQUE)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Frédéric Fonteyne
Sceneggiatura: Philippe Blasband
Fotografia: Virginie Saint-Martin
Scenografia: Veronique Scarez
Costumi: Anne Schotte
Musica: André Dziezuk, Marc Mergen, Jeannot Sanavia
Montaggio: Chantal Hymans
Prodotto da: Patrick Quinet, Rolf Schmid, Claude Waringo
(Francia, 1999)
Durata: 80'
Distribuzione cinematografica: Lucky Red

PERSONAGGI E INTERPRETI

Lei: Nathalie Baye
Lui: Sergi López

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1.jpg (9982 byte)Solo gli sciocchi non cambiano parere. Ma cambiare parere, qualche volta, non è affatto necessario. Una relazione privata perde anche la sua seconda occasione. A Venezia si era presentata come Liason pornographique, ottenendo effettivamente, seppur in modo del tutto incomprensibile, i dieci minuti di applausi promessi nella pubblicità. Le modalità di visione dei festival spesso ingannano, portando a sgradimenti generati magari dalla spossatezza del cinefilo, o da un momento di passeggera irritazione nei confronti dell’universo, o della Biennale. Il passaggio nel confortevole cinema sotto casa serve solo a dimostrare che quei dieci minuti erano veramente troppi.

2.jpg (8870 byte)Basso, incredibilmente basso il ritmo di questa Relazione, che inizia come un’inchiesta giornalistica, e prosegue come un libro di testo per geometri. Misuriamo accuratamente le possibilità che un incontro fortuito, stimolato da un annuncio e aggrappato ad una pura fantasia erotica, si trasformi in relazione sentimentale. Togliamo ciò che non serve, per rendere la messa in scena essenziale. Stilizziamo i dialoghi, teniamo per metà della pellicola la macchina da presa fuori dalla camera d’albergo, centro di questo universo di casualità amorosa. Cerchiamo di restituire l’istante preciso in cui una storia decide di vivere, o morire per sempre. E lasciamo una scia di malinconia.

3.jpg (11715 byte)Però. L’operazione di sottrazione è sin troppo riuscita, con una serie di figure di esclusione, battute smozzicate, disquisizioni sulle preferenze più intime. Peccato che Fonteyne indugi in un campionario di simbologie che cercano continuamente il facile ammiccamento allo spettatore. Sequenze rallentate, flou, primi piani espressivi alla Dreyer per cogliere la lacrima sulla guancia di Nathalie Baye, anziani che filosofano dell’amore della morte, tradendo alla base il desiderato rigore della messa in scena. Peccato che la misurazione sia solo ed esclusivamente un rilievo metrico, che escluda qualsiasi passionalità. Non sarebbe in sé un difetto, se detta passionalità non fosse ricercata ed interrogata, evocata nei movimenti della macchina da presa o nel rosso damascato di anonimi, e libertini, corridoi. Un momento di suspense nella parte centrale, ed un finale che poteva suggerire ben altri destini per le parti precedenti lasciano qualche rimpianto sulle potenzialità che questo impianto avrebbe potuto esprimere.

La Baye ha avuto la Coppa Volpi per questo film, ma non va al di là di una vieta recitazione naturalistica: Sergi Lopez sembra appena uscito da un acquario. Nulla di veramente esecrabile. Però. Per essere coerenti ed autoreferenziali, se ci si sbraccia tanto per Una relazione privata vuol dire che si sono passati gli ultimi quindici anni in ibernazione. Perché tanto gaudio per questo film e, nello stesso luogo cinque anni prima, tanta acrimonia contro Vive l’amour di Tsai Ming-Liang, tema simile, crudeltà maggiore, tutt’altra personalità ? Misteri della ricezione critica. La fantasia pornografica dei due protagonisti lo spettatore non la conoscerà mai. Non che sia importante, del resto.

Riccardo Ventrella


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