|
COMEDIAN
HARMONISTS CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Joseph Vilsmaier
Sceneggiatura: Jurghen Buscher, Klaus Richter
Fotografia: Joseph Vilsmaier
Scenografia: Rodolf Zehetbauer
Costumi: Ute Hofinger
Musica: Walter Jurmann, Harald Kloser
Montaggio:
Prodotto da: Televersal, Dor Film
Produktionsgesellschaft Gmbh, Iduna Film ProduKtiongesellschaft.
(Austria, Germania, 1997)
Durata: 126'
Distribuzione cinematografica: Filmauro
PERSONAGGI E INTERPRETI
Robert Biberti: Ben Becker
Roman Cylcowski: Heino Ferch
Harry Fronnermann: Ulrich Noethen
Erich Collin: Heinrich Schafmeister
Ari Leschnikoff: Max Tidof
Erwin Bootz: Kai Wiesinger

Dopo La vita è bella,
Train de vie, Gli ultimi giorni, Jakob il bugiardo
e Uno specialista, tutte pellicole incentrate sulla riscoperta dei
valori, della tradizione e della storia del popolo ebraico, ecco un nuovo film sullo
stesso argomento. Qui ci troviamo di fronte alle vicende dei Commedian
Harmonists, gruppo vocale tedesco che, sulle orme degli americani The Revellers, raggiunge lapice del successo nel 1927.
Lidea viene a Harry Frommermann che comincia a scrivere canzoni per un gruppo che
ancora non esiste, ma che nella sua testa è già perfettamente formato. E lo stesso
Frommermann a mettere lannuncio sul quotidiano di Berlino. Allannuncio
rispondono in molti, ma nessuno è dotato di vere capacità artistiche. Frommermann è
ormai sconsolato, quando compare Robert Biberti, che conosce il repertorio dei Revellers;
i due diventano amici e il gruppo prende forma. I sei componenti del Comedian Harmonists
creano un loro repertorio vocale e nel giro di pochi mesi si esibiscono con enorme
successo in tutta la Germania, in Europa fino ad arrivare a cantare a New York davanti a
un pubblico molto speciale: i marinai della portaerei americana Saratoga. Tutto sarebbe
perfetto se non coincidesse con lascesa di Adolf Hitler al potere. Agli ebrei è
proibito esercitare la professione di cantante e tre dei componenti del gruppo lo sono,
tra cui Fronnermann (autore delle canzoni).
Limpressione è quella di assistere a
un film discontinuo, dove le scene musicali
sono molto ben curate, mentre quelle storiche, che trattano lavvento del nazismo
risultano semplicistiche e superficiali. Vengono alla mente pellicole di ben altro tenore,
come Cabaret, New York, New York, Cotton Club, dove vita e spettacolo si
amalgamano insieme, formando una miscela irresistibile. Stiamo assistendo ad
unappropriazione della storia ebraica da parte di produttori e registi. Il fenomeno
non è a tutti i costi da condannare, perché il cinema può essere un valido strumento
per le generazioni più giovani per ricordare quello che 50 anni fa sconvolse la
civilissima Germania e il resto del mondo. Ma se il binomio ormai collaudato
olocausto-nazismo viene trattato con superficialità e scarsa documentazione, i film si
riducono a banali pellicole, che non presentano al pubblico nuovi e originali punti di
vista
Irene
Fornari
Acquista i libri, i video e le colonne sonore
dei film di cui abbiamo parlato su Amazon.com,
il più fornito negozio interattivo della rete!
|