Anno V - Numero 7 - Dicembre 1999

I film del mese


APPASSIONATE

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Tonino De Bernardi
Sceneggiatura: Tonino De Bernardi, Mario Sesti
Montaggio: Fiorella Giovannelli
Prodotto da:  Donatella Palermo
(Italia, 1999)
Durata: 95'
Distribuzione cinematografica: Universal

PERSONAGGI E INTERPRETI

Maria Maddalena: Anna Bonaiuto
Michele: Roberto De Francesco
Rosa: Iaia Forte
Pina: Isabel Ruth

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1.jpg (9240 byte)Don Tonino è un’isola. Se c’è un cineasta che ha perseguito ostinatamente le sue idee in fatto di espressione filmica, quello è proprio De Bernardi. Dalle pianure lontane viene la sua ricerca, venata di uno straniamento ironico ed intenso, attaccata ai corpi e alla loro passionalità. Underground per vecchia definizione, recentemente più visibile e festivaliera, infine.
Dal suo Nord De Bernardi scende a Napoli per imbastire questa postsceneggiata, senza tempo ma con molto spazio, il dedalo dei vicoli e il mare, i delitti e le Madonne, i balli, i canti, il naturale istinto per la drammaturgia che avvolge i partenopei. Vince la sfida con questo complesso palcoscenico, De Bernardi, perché è il più melodrammatico degli astratti, legato alle sue geometrie ma capace di renderle carne, sfruttando attori magniloquenti e di grande presenza, come Cecchi, la Bonaiuto e Iaia Forte. La vicenda non ha, come sempre, nodi forti o aspetto di trama. È solo canto, strofa, ritornello che si insinua inedito nelle pieghe facendo fuggire la voglia di qualsiasi racconto. L’obiettivo del regista è quello di comprendere Napoli, e trascenderla allo stesso momento, farne un quadro realista e cubista, sfruttando ogni angolo di tradizione. Soprattutto lavorando alla maniera di una Belle Époque rievocata, di ombrellini e crimini sfuggenti, di grandi cappelli, devozione e passeggiate in barca. Frammentato, nei movimenti di macchina, e sontuoso, nella composizione dell’inquadratura.

2.jpg (9658 byte)Cui prodest? Il limite di tutta la produzione di De Bernardi è proprio quello di essere "opera di recinto", in qualche modo: esoterica, e quindi riservata a pochi iniziati, perché sempre uguale a se stessa. Oggetto da collezione, che dimostra ad ogni sua nuova uscita la caparbietà ammirevole di un artista. Certo, difficilmente smerciabile, perché a carattere vagamente chindunico: entrare al cinema significa accettare un piccolo rischio, giocare una partita della quale solo Don Tonino possiede le regole. Così, Appassionate ha una doppia faccia. Il volto solare, polimorfo e carezzevole delle grandi ballate, sul quale soffia il vento piacevole del racconto per il racconto, dell’incastro di episodi che nulla o quasi hanno da spartire l’un l’altro. Il volto altero di un oggetto che non è per tutti, che appartiene ad una serie limitata e pochi rapporti ha con i vicoli del mercato. Da quale parte voltare l’effigie di Giano, è compito dello spettatore deciderlo.

Riccardo Ventrella


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