Tempi Moderni

I film del 1999


DEMONI E DEI
(GOD AND MONSTERS)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Bill Condon
Sceneggiatura: Bill Condon, sulla scorta del romanzo di Christopher Bram "Father of Frankenstein"
Fotografia: Stephen M.Katz
Scenografia: Richard Sherman
Costumi: Bruce Finlayson
Musica: Carter Burwell
Montaggio: Virgina Katz
Prodotto da: Clive Barker, (produttore esecutivo),
Paul Colichman, Gregg Fienberg, Mark R. Harris
(Usa, 1998)
Durata: 105'
Distribuzione cinematografica: LUCKY RED

PERSONAGGI E INTERPRETI

James Whale: Ian McKellen
Clayton Boone: Brendan Fraser
Hanna: Lynn Redgrave
Betty: Lolita Davidovich
Harry: Kevin J. O'Connor
David Lewis: David Dukes

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1.jpg (23498 bytes)"Demoni e dei" è una ipotesi di ricostruzione degli ultimi giorni di vita di James Whale, cineasta omosessuale in un'epoca nella quale la cosa era ancora tenuta da molti accuratamente nascosta: Whale (1889-1957) diresse nel corso della sua carriera 21 film, i più famosi dei quali durante gli anni '30 ("Frankenstein", "The old dark house", "The invisible man", "The bride of Frankenstein", "Show boat", "The great Garrick", "The man in the iron mask"), prima di conoscere un lunghissimo oblio iniziato ben sedici anni prima della morte.
Nell'adattare il romanzo di Christopher Bram, il regista Bill Condon mette a confronto l'ormai anziano e malato Whale (un Ian McKellen di straordinaria resa) con il giovane ex-marine Clayton Boone (il Brendan Fraser di " George of the jungle", dotato del phisique du role ma totalmente sprovvisto del necessario magnetismo animale) che presta servizio come giardiniere nella di lui lussuosa villa: fra i due uomini, così diversi fra loro, si crea un rapporto non dissimile da quello esistente fra John Hurt e Jason Priestley nel recente e godibile "Amore e morte a Long Island", senza però  la sottile vena d'ironia che era la carta vincente di quest'ultima pellicola.
2.jpg (17929 bytes)Il vecchio parla, soffre, sprofonda sempre più  in un passato che l'ossessiona (l'infanzia povera, la morte al fronte d'un soldato da lui amato), chiede a Clayton di posare come suo modello; il suo interlocutore è affascinato da tutto ciò, teme d'esser oggetto di desiderio sessuale, ciò malgrado si sforza di capire, di crescere.
Alla fine, un corpo - come in "Viale del tramonto" (1950) - galleggia in piscina: un mistero destinato a restar irrisolto, un film postumo per chi ha voglia di cercar soluzioni. Per lui, James Whale, non è più tempo di dei e demoni: resta solo il gravame della memoria, l'ansia di liberarsene. Poi, più nulla.

Francesco Troiano