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DEMONI E DEI
(GOD AND MONSTERS)CAST TECNICO
ARTISTICO
Regia: Bill Condon
Sceneggiatura: Bill Condon, sulla scorta del romanzo di Christopher Bram "Father of
Frankenstein"
Fotografia: Stephen M.Katz
Scenografia: Richard Sherman
Costumi: Bruce Finlayson
Musica: Carter Burwell
Montaggio: Virgina Katz
Prodotto da: Clive Barker, (produttore esecutivo),
Paul Colichman, Gregg Fienberg, Mark R. Harris
(Usa, 1998)
Durata: 105'
Distribuzione cinematografica: LUCKY RED
PERSONAGGI E INTERPRETI
James Whale: Ian McKellen
Clayton Boone: Brendan Fraser
Hanna: Lynn Redgrave
Betty: Lolita Davidovich
Harry: Kevin J. O'Connor
David Lewis: David Dukes
  
"Demoni e dei" è una ipotesi di ricostruzione
degli ultimi giorni di vita di James Whale, cineasta omosessuale in un'epoca nella quale
la cosa era ancora tenuta da molti accuratamente nascosta: Whale (1889-1957) diresse nel
corso della sua carriera 21 film, i più famosi dei quali durante gli anni '30
("Frankenstein", "The old dark house", "The invisible man",
"The bride of Frankenstein", "Show boat", "The great
Garrick", "The man in the iron mask"), prima di conoscere un lunghissimo
oblio iniziato ben sedici anni prima della morte.
Nell'adattare il romanzo di Christopher Bram, il regista Bill Condon mette a confronto
l'ormai anziano e malato Whale (un Ian McKellen di straordinaria resa) con il giovane
ex-marine Clayton Boone (il Brendan Fraser di " George of the jungle", dotato
del phisique du role ma totalmente sprovvisto del necessario magnetismo animale) che
presta servizio come giardiniere nella di lui lussuosa villa: fra i due uomini, così
diversi fra loro, si crea un rapporto non dissimile da quello esistente fra John Hurt e
Jason Priestley nel recente e godibile "Amore e morte a Long Island", senza
però la sottile vena d'ironia che era la carta vincente di quest'ultima pellicola.
Il vecchio parla, soffre, sprofonda sempre più in un passato che
l'ossessiona (l'infanzia povera, la morte al fronte d'un soldato da lui amato), chiede a
Clayton di posare come suo modello; il suo interlocutore è affascinato da tutto ciò,
teme d'esser oggetto di desiderio sessuale, ciò malgrado si sforza di capire, di
crescere.
Alla fine, un corpo - come in "Viale del tramonto" (1950) - galleggia in
piscina: un mistero destinato a restar irrisolto, un film postumo per chi ha voglia di
cercar soluzioni. Per lui, James Whale, non è più tempo di dei e demoni: resta solo il
gravame della memoria, l'ansia di liberarsene. Poi, più nulla.
Francesco
Troiano |