LA FORTUNA DI
COOKIE
(COOKIE'S FORTUNE)CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Robert Altman
Sceneggiatura: Anne Rapp
Fotografia: Toyomichi Kurita
Scenografia: Stephen Altman
Costumi: Dona Granata
Musica: David A. Stewart
Montaggio: Abraham Lin
Prodotto da: Robert Altman
(USA, 1999)
Durata: 118'
Distribuzione cinematografica: LUCKY RED
PERSONAGGI E INTERPRETI
Camille Dixon: Glenn Close
Cora Duvall: Julianne Moore
Emma Duvall: Liv Tyler
Jason Brown: Chris O'Donnell
Willis Richland: Charles S. Dutton
Jewel Mae "Cookie" Orcutt: Patricia Neal



Da Nashville a Holly Springs, Robert Altman ci racconta sempre storie di città
e questo avviene anche ne "La fortuna di Cookie". Holly Springs è una
"smalltown", una cittadina del Mississippi, nel profondo Sud. Vecchie ricchezze,
ristagno delleconomia e delle coscienze, razzismo rimosso ma sempre pronto a
riemergere. In questa cittadina vive sola, in una grande casa, lanziana Jewel Mae
Orcutt che tutti chiamano "Cookie", (bentornata alla meravigliosa attrice
Patricia Neal, presenza toccante, premio Oscar nel 1963 per "Hud il selvaggio",
che non lavorava nel cinema dagli anni Settanta), la quale venera la memoria del marito
Buck e ha come unici amici il vecchio custode nero Willis (lo straordinario Charles
S. Dutton) e la giovane, bizzarra nipote Emma (Liv Tyler, ormai avviata ad una carriera in
ascesa). In realtà, Cookie ha altre due nipoti, Camille (la comicissima Glenn Close, la
migliore in campo) e Cora, mesta ed instabile (una lodevole Julianne Moore), due pazze
scatenate che organizzano assurdi spettacoli teatrali. Stanno allestendo una grottesca
Salomè e nello stesso tempo tramano per ereditare la fortuna di Cookie. Tanto che, quando
leccentrica Cookie, stanca di vivere di ricordi sbiaditi, decide di farla finita e
si ammazza con una delle sue pistole per raggiungere finalmente il suo amato Buck,
Camille, avendo una personalità dominante rispetto a Cora, mezza tonta, tenta di far
passare il suicidio per omicidio, convinta che così sarà più facile intascare
leredità. E chi viene incolpato se non il povero innocente Willis?
Nel finale ci
sono suspense e rivelazioni sulle ultime volontà di Cookie, nonché sulla vera natura di
alcuni personaggi che non è il caso di svelare. Bisogna però dire che limpatto
"giallo" cede nettamente il campo alla commedia grottesca, vera chiave
stilistica del film. "La fortuna di Cookie" è una sottile parabola
sullidentità, sempre a rischio in terre come il Mississippi, dove neri e bianchi,
padroni e schiavi, sceriffi e banditi si sono mescolati per secoli, creando parentele
sorprendenti, imbarazzanti, e a volte rivelatrici. Non è certo un caso che la messinscena
della Salomè, che percorre tutto il film come una trama parallela, costringa spesso i
personaggi a girare per Holly Spring vestiti da odalische o da centurioni. Altman
padroneggia magistralmente la coralità della storia, la farsa sfocia in commedia degli
equivoci, in un delicato equilibro, anche grazie a una straordinaria squadra di attori.
Lapparente casualità delle riprese, in realtà raffinatissime, i rapporti balzani
che si instaurano fra i vari personaggi nel ritratto dambiente, si riscontrano
impeccabili, a film finito.