|
BACI E ABBRACCI CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Paolo Virzì
Sceneggiatura: Francesco Bruni, Paolo Virzì
Fotografia: Alessandro Pesci
Scenografia: Lorenzo Baraldi
Costumi: Francesco Sartori
Montaggio: Jacopo Quadri
Prodotto da: Vittorio e Rita Cecchi Gori
(ITALIA, 1998)
Durata: 90'
Distribuzione cinematografica: CECCHI GORI GROUP
PERSONAGGI E INTERPRETI
Mario: Francesco Paolantoni
Renato Bacci: Massimo Gambacciani
Luciano Cecconi: Piero Gremigni
Matteo: samuele Marzi
Tatiana Falorni: Paola Tiziana Cruciani
 
Reduce
dai trionfi di "Ovosodo" (Gran Premio Speciale della Giuria alla Mostra di
Venezia dello scorso anno e 15 miliardi di incasso nelle sale), il trentaquattrene regista
livornese Paolo Virzì è tornato dietro la macchina da presa. Come già per
"Ovosodo", anche per "Baci e abbracci", Virzì ha messo insieme un
cast molto particolare. Fatta eccezione per tre interpreti, gli altri sono alla loro prima
esperienza cinematografica. Nonostante ciò, tutti gli attori con notevole impegno, hanno
saputo cimentarsi in una storia dove i protagonisti affrontano ambigue situazioni
scaturite dal raduno natalizio della loro esuberante famiglia popolare. Al centro della
vicenda emerge la figura di Mario (Francesco Paolantoni), un salernitano sradicato,
proprietario di un ristorante sulla via del fallimento, con un matrimonio a rotoli ed una
vita piuttosto sfortunata, e quella di Renato (Massimo Gambacciani), Luciano (Piero
Gremigni) e Tatiana (Paola Tiziana Cruciani), anche loro con una vita immersa in un mare
di guai. Si tratta di tre ex operai di Livorno che per sfuggire alla
disoccupazione, con l'aiuto dei familiari, hanno messo in piedi un allevamento di struzzi
in un grande e mal ridotto casale della Valle del Cecina. Ma c'è anche chi dai drammi
della vita è intenzionato a non farsi nemmeno sfiorare. Sono i ventenni del gruppo
musicale Amaranto Posse che installatisi nelle stalle del casale suonano una scatenata
musica: allegri, infantili ed incoscienti.
Per fortuna, c'è un ospite d'eccezione che potrebbe risolvere ogni preoccupazione
economica, Mario, l'assessore dell'Ulivo che darà certo una boccata d'ossigeno
all'impresa disastrata di famiglia. Gli operai lo trattano con ogni attenzione, quasi lo
trascinano nelle braccia della procace Annalisa (l'ottima Isabella Cecchi) ma quando
scopriranno di aver sbagliato persona
Il regista Virzì in questo film non si permette alcuna caricatura, al contrario, mette
molti dei suoi gusti artistici personali (musica, pittura). L'ambiente condiziona
i personaggi ma da solo non determina nulla. Certo i destini di Mario, Renato, Luciano e
Tatiana non sarebbero stati gli stessi in un contesto diverso e in un'altra epoca. Ogni
persona conserva la propria identità e si scopre che i personaggi di Virzì hanno tutti
una capacità di essere felici. Virzì mira alla conoscenza, al godimento, al sapere e al
piacere che rappresentano le motivazioni prime dello spettatore. Il suo film non
aggredisce, sfugge alle categorie e alle definizioni e si colloca con naturalezza in una
differenza irriducibile. L'atteggiamento complementare e accattivante dei protagonisti è
la "leggerezza", termine con il quale non si vuole indicare la dote di suprema
grazia di colui che riesce a scivolare e a passare indenne, sulle difficoltà della vita;
ma quel comportamento sociale che sconfina continuamente nell'irresponsabilità. Virzì e
lo sceneggiatore Francesco Bruni hanno saputo bene raccontare questa commedia degli
equivoci: "un mix di commedia sociale, fiaba e pochade". La struttura è quella
classica della commedia all'italiana, ma senza le indulgenze del passato. La vera forza
del film è anche l'interpretazione corale di tutti gli attori.
Memmo Giovannini |