Tempi Moderni

I film del 1998


SESSO E POTERE
(WAG THE DOG)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Barry Levinson
Sceneggiatura: Hilary Henkin & David Mamet,
sulla scorta del romanzo di Larry Beinhart "Wag the dog"
Fotografia: Robert Richardson
Scenografia: Wynn Thomas
Musica: Mark Knopfler
Prodotto da: Jane Rosenthal, Robert De Niro, Barry Levinson
(USA, 1998)
Durata: 99'
Distribuzione cinematografica: CECCHI GORI GROUP
Distribuzione home video: CECCHI GORI HOME VIDEO

PERSONAGGI E INTERPRETI

Stanley Motss: Dustin Hoffman
Conrad Brean: Robert De Niro
Winfred Ames: Anne Heche
William Schumann: Woody Harrelson
Johnny Green: Willie Nelson

A meno di due settimane dalle elezioni , scoppia uno scandalo che minaccia la ricandidatura del presidente degli Stati Uniti: egli viene infatti accusato di molestie sessuali ad un'adolescente.
Prima che l'incidente possa cagionare danni irreparabili, viene chiamato alla Casa Bianca un esperto in manipolazione dell'opinione pubblica, Conrad Brean, allo scopo di creare un diversivo che distolga l'attenzione dei massmedia.
Con l'aiuto di Stanley Motts, celebre produttore hollywoodiano, e di un gruppo di collaboratori senza scrupoli, egli decide di dar vita ad un conflitto simulato con l'Albania: la guerra virtuale si affaccia su tutti i video americani, e la scena di una ragazza che fugge da un villaggio in fiamme commuove i telespettatori...
Non vi diremo l'esito della missione dei due compari, ma "Wag the dog" (il titolo italiano è impresentabile) è uno di quei film che trovano il proprio punto di forza nel portare alle estreme conseguenze quel tanto di corrosivamente swiftiano di cui sono impregnati: l'iperbole è la figura retorica che più loro si attaglia, e pazienza se il tutto risulta alla fine caricato ed alquanto forzoso.
Gravato da una eccessiva verbosità (la firma di Mamet sulla sceneggiatura lasciava sperare in meglio), non nuovo nell'impostazione (sul tema delle immagini ricostruite, aveva saputo far di meglio vent'anni fa Peter Hyams col suo "Capricorn one"), "Wag the dog" non brilla neppure per il livello delle interpretazioni: tutti gli attori hanno l'aria annnoiata ed ansiosa di chi è atteso ai margini del set da una macchina col motore acceso, pronta a trasportarli al più vicino aeroporto per volare fino ad un altro set dove li aspetta un film forse altrettanto brutto.

Francesco Troiano