Tempi Moderni

I film del 1998


VOLEUR DE VIE

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia :Yves Angelo
Sceneggiatura :Yves Angelo, Nancy Houston
(FRANCIA, 1998 )
Durata: 105'.

PERSONAGGI E INTERPRETI

Alda: Emmanuelle Béart
Olga: Sandrine Bonnaire
Jakob: André Dussolier

Il regista Yves Angelo, autore del recente "Il colonnello Chabert" e direttore della fotografia di film come "Un cuore in inverno" e "Tutte le mattine del mondo", presenta alla mostra una storia "al femminile" sulla solitudine e sull'incapacità di amare.
Alda (Béart), professoressa di liceo, vive in una casa di fronte ad un cimitero in riva al mare con la sorella maggiore Olga e la figlia adolescente di quest'ultima. Forse per un oscuro senso di colpa causato dalla morte della gemella il giorno della sua nascita, forse per il peso di un'insopportabile solitudine, Alda vive arida di sentimenti, passando senza passione da un amante all'altro, mentre la sorella, che vive lavorando chiusa in casa, spia da dietro la porta i suoi contatti amorosi. Quando Olga improvvisamente si ammala di cancro e muore, Alda arriva ad accettare la solitudine della propria esistenza, mentre alla più giovane è affidato il compito di portare un barlume di speranza nel futuro.
Un film di ispirazine decisamente bergmaniana, che però non prende dal regista svedese la delicatezza dell'introspezione psicologica ma gli aspetti più cupi, portandoli al parossismo. Un continuo ed ossessivo senso di morte è infatti presente in tutti i dialoghi, nel continuo ricordo dei genitori e della sorella morti, nelle tombe del cimitero costantemente inquadrate, nel ricordo di un aborto a cui Alda fa riferimento con insostenibile durezza, nel suicidio del primo amante e persino nei rapporti sessuali, goffi al limite del grottesco, con il risultato di una pellicola pesante ed a tratti insopportabile. Siamo quindi ben lontani da Bergman, di cui il regista "copia" anche la luce nordica di crepuscoli lunghissimi (ma siamo in Francia, non in Svezia), e in questa atmosfera tetra anche il riferimento a Beckett, nel finale, appare decisamente inadeguato

Simone Sabattini