VOGLIO UNA
DONNAAA! CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Luca e Marco Mazzieri
Soggetto: Luca e Marco Mazzieri
Sceneggiatura: Maurizio Dell'Orso, Linda Ferri, Luca e Marco Mazzieri
Fotografia: Gino Sgreva
Scenografia:Fabrizio Ferrari
Costumi: Paola Marchesin
Montaggio: Carlo Fontana
Musica: Roberto Bonati
Prodotto da: DANIA FILM
(Italia, 1998)
Durata: 90'
Distribuzione cinematografica: ISTITUTO LUCE
Distribuzione home video: BMG
PERSONAGGI E INTERPRETI
Mario: Rocco Barbaro
Marta: Stefania Rocca
Ermete: Massimo Olcese
Cecilia : Antonella Elia
Ida: Anna Valeria Dini
Roxa: Mary Asiride
maestra: Eva Bravo


E' davvero
sfortunata la vera storia di Mario Becchi. Da piccolo si "interessa" alla sua
maestra ma scopre ben presto che questa se la fa con il padre. Poi i suoi genitori muoiono
davanti alla televisione, in pieno boom economico, folgorati da uno dei primi telecomandi
sperimentali. Appena sepolti i gentitori lo sventurato viene investito da un autobus e
rimane in coma circa 8 anni. Quando si sveglia ormai è un adulto con molti problemi e
soprattutto con desideri sessuali esuberanti e ineducati. Ama tre donne, tutte un po'
svitate, ma non gli riesce di possederle; così, tra un episodio e l'altro, viene di nuovo
investito da un autobus e rientra in coma. Riavutosi, un giorno viene scoperto con
l'impermeabile aperto mentre insegue una suora in un parco! È il carcere, dove incontra
un suo vecchio compagno di scuola, uno che con le donne ce l'ha fatta ed è diventato
attore porno. In galera - frattanto c'è tempo per il terzo coma - , va in terapia da una
psicologa bella e un po' nevrotica, e naturalmente lui l'ama.
Mario il maniaco è per i fratelli Mazzieri il Forrest Gump italiano. Innocente perché ha
passato metà della sua vita in coma, idiota per lo stesso motivo. Anche se non tutto fila
bene, di importante c'è l'energia creativa che si percepisce nel film dal modo niente
affatto banale con cui vengono riutilizzati alcuni volti popolari della TV (praticamente
tutto il brillante cast tranne Stefania Rocca), alle invenzioni comiche spesso
irrimediabilmente grottesche di cui è zeppa la vita del malcapitato. Il palcoscenico di
Mario Becchi non è la Storia, ma piuttosto una poesia tenera e surreale dai toni
certamente zavattiniani. Commedia che pensa a lavorare al meglio quello che c'è della
tradizione italiana, "Voglio una donnaaa!" colloca il panorama sociale in
secondo piano e rimette al centro l'individuo in un contesto apertamente sopra le righe,
ma con interesse sempre sincero.