Tempi Moderni

I film del 1998


RICOMINCIARE A VIVERE
(HOPE FLOATS)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Forest Whitaker
Sceneggiatura: Steven Rogers
Fotografia: Caleb Deschanel, A. S. C.
Scenografia: Larry Fulton
Costumi: Susie DeSanto
Musica: Dave Grusin
Durata: 114'
(USA, 1998)
Distribuzione cinematografica: 20TH CENTURY FOX

PERSONAGGI E INTERPRETI

Birdee Pruitt: Sandra Bullock
Justin Matisse: Harry Connick, jr
Ramona Calvert: Gena Rowlands
Bernice Pruitt: Mae Whitman
Bill Pruitt: Michael Parè
Travis: Cameron Finley

Difficile essere perfette. E belle, e ricche, e sentimentalmente appagate. Basta un niente per far crollare tutto. E se questo accade la sola maniera per non affondare è quella di ricominciare a vivere.
La magia incantata che circonda l'esistenza di Birdee Pruitt è stata spezzata dall'abbandono del marito che si è portato dietro anche la sicurezza, l'equilibrio, l'essenza stessa della personalità di Birdee. La macchina carica di bagagli, di una bambina nascosta dietro la sua sofferenza, Birdee torna a Smithville, nel Texas, da sua madre. Per ricominciare. Prima di tutto ad essere se stessa. E questo significa sovrapporre l'immagine di una donna con paure e debolezze a quella della reginetta del liceo fatta solo per essere ammirata, che tutti ricordano. Significa riscoprire il rapporto con una madre stravagante, ma presente. Con un padre malato, con vicini buoni o invidiosi, con una ex fiamma che brucia ancora per lei, ma soprattutto con una figlia che vive di autoillusioni, per non rassegnarsi all'idea di non avere più una famiglia. Significa mettere a nudo la propria anima, immergendosi in una realtà che palpita di piccoli, grandi dolori. Ritagliandosi uno spazio tra persone apparentemente incompatibili che sanno però ancora stare insieme, per amarsi.
Coproduttrice del film, partecipe alla stesura del soggetto, protagonista, Sandra Bullock porta avanti una storia di buoni sentimenti che non cede mai alla banalità o alla mera commozione: il copione è tradizionale e gli ingredienti per alternare lacrime e sorrisi ci sono tutti, ma c'è una componente di imprescindibile rilevanza ed è il bisogno di essere. Persone con una propria identità che sanno o non sanno vivere insieme agli altri, ma che devono comunicare ed amare, permettendo alla speranza di non abbandonarle. Chiusa nella sua aria provinciale ed ingenuamente ipocrita Smithville ritrae una serie di personaggi definiti e compiuti. Ramona Calvert ad esempio, che ha lo sguardo sapientemente ironico e l'amarezza di Gena Rowlands, Bernice Pruitt, tormentata dalla sua infanzia crollata e dalla sua incapacità di accettarsi, ma soprattutto Travis, il nipotino di Birdee, figura apparentemente minore, ma il cui senso di solitudine sa tradursi in ostentata bizzarria e in un incolmabile bisogno di amore. Una storia vera, non gonfiata, priva di grandi eventi, ma di grande delicatezza.

Elisabetta Marino