U-TURN -
INVERSIONE DI MARCIA
(U TURN) CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Oliver Stone
Sceneggiatura: John Ridley,
sulla scorta del proprio romanzo "Cani randagi"
edito in Italia da Frassinelli
Fotografia: Robert Richardson
Scenografia: Victor Kempster
Costumi: Beatrix Aruna Pasztor
Musica: Ennio Morricone
Prodotto da: Illusion entertainment group
(USA, 1997)
Durata: 125'
Distribuzione cinematografica: COLUMBRIA TRISTAR
Distribuzione home video: COLUMBIA TRISTAR HOME VIDEO
PERSONAGGI E INTERPRETI
Bobby Cooper: Sean Penn
Grace McKenna: Jennifer Lopez
Jake McKenna: Nick Nolte
Darrell: Billy Bob Thornton
Il cieco: Jon Voight

"State per
entrare in una nuova dimensione: una dimensione ai confini della realtà" avvertiva
Rod Serling all'inizio della celeberrima serie di telefilm: e proprio in un episodio di
"Twilight zone" sembra esser piombato il povero Bobby Cooper - che si sta
recando a Las Vegas per saldare un debito di gioco contratto con certi poco raccomandabili
figuri - allorché il manicotto del radiatore della sua Mustang d'epoca si rompe,
costringendolo a cercar soccorso nella sperduta città mineraria di Superior, Arizona.
Tutte le persone che vi incontra hanno infatti qualcosa di sinistro e minaccioso: una
vecchietta messicana imbraccia con estrema disinvoltura il fucile per stendere due
rapinatori, un ragazzetto geloso vuol picchiarlo per difendere il (non) minacciato onore
della propria ragazza, il meccanico locale rende complicatissima la riparazione e
restituzione della macchina.
Ma il peggio accade quando il Nostro s'imbatte in una coppia di coniugi, la cui
preoccupazione principale è quella di sopprimersi vicendevolmente...
Raccontata, la
trama appare molto più intrigante della sua realizzazione in celluloide: qui, purtroppo,
Stone si fa prendere la mano dalla materia e realizza un film magmatico e ribollente
all'eccesso, dove l'impeto di "Assassini nati" è mal coniugato con intuizioni
lynchiane (non il Lynch di "Cuore Selvaggio", piuttosto il cineasta del
deteriore "Fuoco, cammina con me!") e reminiscenze survoltate del cinema
classico (l'evidente citazione, nel finale, di "Duello al sole").
Qualche bella sequenza - ad esempio quella del furto al negozio, commentata per contrasto
dalle note dolcissime di "I Wish you love" - ci ricorda che dietro la macchina
da presa c'è un regista che sa il fatto suo: ciò malgrado, "U-Turn" resta in
larga misura un'occasione malamente utilizzata.