|
A PROPOSITO DEL TITANIC
James Cameron
detiene un curioso primato, finora imbattuto, quello di realizzare, ad ogni sua nuova
prova, la pellicola più costosa nella storia del cinema. Il suo ultimo film,
"Titanic", non fa eccezione, essendo costato l'incredibile cifra di 300
miliardi. L'opera si annuncia come una tra le più spettacolari e sontuose nella carriera
del regista che, contravvenendo alla regola che lo vuole soprattutto come un robusto
autore di film d'azione, ha realizzato una storia dai forti toni melodrammatici in cui i
bravissimi Leonardo Di Caprio e Kate Winslet vivono una storia d'amore impossibile durante
il fatidico viaggio inaugurale della nave più sfortunata del mondo. La lavorazione non è
stata comunque fra le più semplici, con problemi produttivi e di copyright che hanno
bloccato l'intera troupe per mesi interi. In particolare, si ricorda la battaglia legale
che ha impedito alla produzione di utilizzare centinaia di metri di pellicola girati nel
relitto del vero Titanic, per il quale una nota televisione inglese detiene il diritto di
sfruttamento delle immagini. Lavoro e soldi buttati al vento, dunque, ma le
peripezie non sono finite con questo inopportuno evento: ad opera di ignoti, infatti, una
sostanza tossica é stata introdotta nel cibo destinato alla troupe, con conseguente
avvelenamento di centinaia di persone. Tutto ciò non ha comunque scoraggiato il regista,
del resto non nuovo a situazioni estreme, che ha proseguito con professionalità e tenacia
nel suo impegno, consegnando infine alle sale il suo film più sofferto e, secondo alcuni,
anche il più bello. Per quanto riguarda il luogo in cui effettuare le riprese, il
produttore Jon Landau ha deciso di ricostruire completamente in studio la nave, in ogni
suo più piccolo dettaglio, dando vita al set nautico più grande mai realizzato al mondo.
In proposito il produttore ha dichiarato: "non esisteva al mondo un bacino
in grado di contenere il nostro set e il contorno di maestranze necessarie per realizzare
le scene come le vedeva Cameron. Per poter dare all'opera il necessario supporto
organizzativo/produttivo e facilitare le riprese in esterni ed interni, era più
funzionale costruire il tutto in base alle specifiche esigenze, nello stesso posto".
Al fine di aumentare il realismo, lo scenografo Peter Lamont (un artista che ha
partecipato a film come "Aliens", "007-La Spia che mi Amava", "Il
Violinista sul Tetto") è riuscito persino a rintracciare la ditta originale che
fornì la moquette del vero Titanic, riuscendo ad avere lo stesso identico modello per la
ricostruzione. In ultimo sono da ricordare gli straordinari effetti visivi, opera della
Digital Domain, ditta specializzata in computer grafica fondata dallo stesso Cameron, ai
quali è affidato l'arduo compito (brillantemente assolto) di ricreare il disastro finale
che, per volere del regista, ha la stessa durata di quello originale, occupando oltre
un'ora di film con risultati di un impressionante realismo.
Luigi
De Angelis |