Tempi Moderni |
I film del 1998 |
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| TITANIC CAST TECNICO ARTISTICO Sceneggiatura e Regia: James Cameron PERSONAGGI E INTERPRETI Jack Dawson: Leonardo DiCaprio
"Ma chi l'ha detto che in terza classe / che
in terza classe si viaggia male..." si domanda l'entusiasta emigrante proletario
della bellla canzone di Francesco De Gregori "Titanic"; nell'omonimo film di
James Cameron c'è la risposta, una nave concepita con scialuppe di salvataggio bastevoli
solamente per la metà dei passeggeri, una disposizione degli alloggiamenti tale da
garantire - in caso di necessità - buone possibilità di sopravvivenza solo agli
imbarcati di lusso.Vengono spiegate con chiarezza inusitata, in questa superproduzione da 285 milioni di dollari, le divisioni di classe delle quali anche una imbarcazione rappresentava una sorta di "raccourci microscopique": la storia d'amore tra la giovane aristocratica Rose DeWitt Bukater (promessa sposa di un arrogante arricchito, che la considera a guisa di mera proprietà) e l'artista di strada Jack Dawson funge da cartina di tornasole per esplicitare la ferocia e la sopraffazione dei privilegiati nei confronti dei meno abbienti. Naturalmente, "Titanic" è anche altro: s'è accennato alla
love story, intensa e struggente - l'interpretazione di Kate Winslet è superba, DiCaprio
ha "le phisique du role" ma non il necessario magnetismo - nel suo itinerario
designato; a ciò s'aggiunga la spettacolarità della seconda parte, dove la descrizione
del naufragio viene raccontata con forte piglio e straordinaria verosimiglianza
(l'immagine del mare notturno livido e sinistro, popolato da corpi assiderati tenuti a
galla dai giubbotti di salvataggio, è una delle più forti raffigurazioni della morte mai
viste al cinema).Non tutto è perfetto, naturalmente: la cornice di ambientazione contemporanea appare scontata e superflua, tre finali - l'ultimo dei quali di insopportabile ruffianeria - sono troppi, i personaggi secondari risultano caratterizzati sommariamente o abbandonati nel corso della narrazione. Ciò malgrado, "Titanic" resta opera di sicuro valore e grandi qualità filmiche, decisamente controcorrente: un kolossal sociale ed intimista, dove il disastro naturale si fa specchio della miseria e della protervia umana, espresse senza infingimenti di sorta. Francesco Troiano |
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