Tempi Moderni

I film del 1998


PER TUTTO IL TEMPO CHE CI RESTA

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Vincenzo Terracciano
Soggetto: Laura Sabatino
Sceneggiatura: Laura Sabatino, Vincenzo Terracciano, Luca Vendruscolo
Fotografia: Gianni Fiore Coltellacci
Scenografia: Carlo de Marino
Costumi: Francesca Leondeff
Prodotto da: Gabriella Buontempo
Durata: 110'
(ITALIA, 1998)
Distribuzione Cinematografica: COLUMBIA TRISTAR

PERSONAGGI E INTERPRETI

Giorgio: Ennio Fantastichini
Francesco Grimaldi: Emilio Bonucci
Cristina: Roberta De Simone
Michele Galvano: Mariano Riggillo

 

Sembra che a Piano la pioggia non voglia mai cessare. Ed è sempre buio. Un buio inquietante, doloroso, che avvolge il piccolo paesino senza lasciargli tregua. Scende sulle strade deserte, su scogli che fanno da scudo a onde impietose, sulla mente di persone impaurite che ignorano la speranza. Il nuovo sostituto Procuratore ha una bella matassa da sbrogliare: il suo migliore amico, Francesco Grimaldi, un prete amatissimo dalla comunità, è accusato di violenza carnale nei confronti di una bambina di dodici anni. Le prove sono inconfutabili. Dai testimoni alla mamma della vittima, dal medico che l'ha visitata a Michele Galvano, il boss del paese, trincerato nella sua casa-reggia, al riparo da una realtà pericolosa. Nessuno vuol credere alla sua innocenza. Ma Giorgio non può accettare una verità costruita sul terrore e la corruzione. Cerca di penetrare nel silenzio della piccola Cristina, nei suoi sogni violati, in quello sguardo amaro che tradisce una lezione imparata forse a memoria. Giorgio lavora con cura, trova un capro espiatorio e convince la giuria. Ma il buio di una verità raggiunta così in fretta non si dissolve facilmente. Giorgio dovrà cercare ancora. Il dubbio si è insinuato in lui come un tarlo.
Un personaggio costruito su misura per un Ennio Fantastichini ispirato ed attento. Terracciano, che cura parzialmente anche la sceneggiatura, tenta un esperimento robusto, offrendo una miscela anche troppo nota in maniera insolita e non tradizionale. Dietro la camorra, il sesso, la violenza taciuta, non c'è la solita denuncia, ma un'indagine psicologica più sottile, condotta con gli occhi del protagonista, costellata di flashback e di riflessioni. Su tutto una fotografia volutamente cupa che si apre a spiragli di luce solo alla fine del percorso, quando viene a galla la verità.

Elisabetta Marino