Tempi Moderni

I film del 1998


TEMPESTA DI FUOCO
(FIRESTORM)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Dean Semler
Soggetto e sceneggiatura: Chris Soth
Fotografia: Stephen F. Windon
Scenografia: Richard Paris e Linda Del Rosario
Montaggio: Jack Hofstra
Musica: J. Peter Robinson
Prodotto da: Joseph Loeb III, Matthew Weisman
e Thomas M. Hammel
(USA, 1998)
Durata: 89'
Distribuzione cinematografica: TWENTIETH CENTURY FOX
Distribuzione home video: FOX VIDEO

PERSONAGGI E INTERPRETI

Chris: Christian Bale
Jesse Graves: Howie Long
Wynt Perkins: Scott Glenn
Randy Earl Shaye: William Forsythe
Jennifer: Suzy Amis
Monica: Christianne Hirt
Pete: Garwein Sanford

Non sembra a questo punto un'impresa facile quella di fare un buon film che abbia come protagonista Howie Long. L'attore, già glorioso giocatore di football dei Los Angeles Raiders, ha però tutte le caratteristiche necessarie per risultare refrattario al grande schermo - una espressività marmorea - e sembra fatto apposta per esaltare le spiritosaggini tipiche dei critici; noi non ce ne approfitteremo, ma di certo i realizzatori di questo film se ne potevano accorgere! Comunque sia, "Firestorm", che sarebbe stato banale anche senza il deplorato protagonista, parla di un intrepido vigile del fuoco nordamericano posto con la sua squadra a guardia di una bella e immensa foresta. Per proteggerla, naturalmente, i nostri "smokejumpers" devono intraprendere le più coraggiose missioni, lanciarsi intrepidi tra le fiamme e con acrobatiche gesta limitare i danni alla spettacolare natura. Un trio di efferati evasi progetta di servirsi della confusione di un incendio per svignarsela, ma non sono abbastanza modesti né rispettosi e, insomma, neanche professionisti per capirne le insidie. Una bionda ornitologa completa il quadro che è poco definire prevedibile ed è l'unica a essere ammirevole, almeno per i suoi begli occhi. C'è da dire, in conclusione, che un soggetto del genere dà l'impressione di essere talmente spettacolare in partenza che insistere, come si è fatto, nel drammatizzarlo hollywoodianamente appare, quando non eccessivo o fastidioso, per lo meno superfluo.

Alfonso Iuliano