Tempi Moderni

I film del 1998


TEATRO DI GUERRA

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia e sceneggiatura: Mario Martone
Fotografia: Pasquale Mari
Montaggio: Jacopo Quadri
Prodotto da: Angelo Curti, Andrea Occhipinti, Kermit Smith
(ITALIA,1998)
Durata: 113'
Distribuzione cinematografica: LUCKY RED

INTERPRETI

Andrea Renzi, Anna Bonaiuto, Iaia Forte,
Roberto De Francesco, Toni Servillo, Marco Baliani, Peppe Lanzetta

Di fronte alla vicinissima crisi politica e umana della Jugoslavia, l'indifferenza. Allora diventa forse un'utopia possibile che il teatro sia quell'avamposto dell'anima, quella povertà temeraria che tende la mano. Magari da una città come Napoli, coi propri grandi e radicati problemi, ma anche con una dignità altrettanto antica. Per colmare il vuoto dell'Europa e della cultura verso la grande tragedia dei nostri anni, scegliendo però di non mostrare mai Sarajevo, la guerra e il dolore, ma filtrando tutto attraverso l'anima di quest'altra città, nasce "Teatro di guerra". Nasce filmando le prove de "I sette a Tebe" portato in scena dal regista, che vi ha poi costruito intorno la sceneggiatura del film. Con un altro regista e con due prime donne che si scambiano il testimone, sottolineato da diversi spazi: di qua i soldi, di là le idee e il coraggio di difenderle. E poi, appunto, Napoli, già descritta da Martone senza troppi compiacimenti, catturando ogni tanto una vecchia in ciabatte e un bambino in vespa, ma anche proiettili, droga e camorra: una quotidianità di fondo, con miseria staccata dalle cartoline e borghesia strappata ai salotti. Senza l'ironia e il paradosso di Corsicato o del pessimo "I vesuviani", ma con stile prosciugato e una storia che non corrisponde alle immagini, perché ogni elemento è stato decentrato, a cominciare da una fotografia clandestina e scomodissima. Lo spettacolo assumerà un significato particolare alla fine, lasciando però il dubbio di un cedimento da parte di una storia tanto implacabile verso simboli e morali che non le appartengono. Gli attori offrono buone prestazioni, condizionate dal timbro del film e nomi noti hanno porzioni spesso irrilevanti, dall'apparizione di Carpentieri fino alla bella prova (soprattutto nella tragedia greca) di Anna Bonaiuto. Pochi autori sono come Martone capaci di girare tanto bene e di fare tanto imbestialire al tempo stesso, di emozionare con brevi stralci dello spettacolo teatrale che fa da guida al film ma che non è il film e al tempo stesso di tenere tanto nascosti i personaggi che lo interpretano, con le loro storie, i loro sentimenti e tutti gli altri personaggi che sono ancora più dietro. Martone sarebbe capace di trattare probabilmente in questo modo anche "A Chorus line", magari togliendo anche le canzoni.

Marco Medelin