IL TESTIMONE
DELLO SPOSO CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Pupi Avati
Soggetto e sceneggiatura: Pupi Avati
Fotografia: Pasquale Rachini
Costumi: Vittoria Guaita
Musica: Riz Ortolani
(ITALIA, 1997)
Prodotto da: Anatonio Avati, Aurelio De Laurentiis
Durata: 100'
Distribuzione cinematografica: FILMAURO
Distribuzione home video: FILMAURO
PERSONAGGI E INTERPRETI
Angelo Beliossi : Diego Abatantuono
Francesca Babini: Ines Sastre
Edgardo Osti: Dario Cantarelli
Olimpia Campeggi Badini: Valeria D'Obici
A
Pupi Avati è forse toccata la medesima sorte occorsa agli studenti dell'Istituto Galvani
nel bellissimo prefinale di "Una gita scolastica": l'incanto lo ha abbandonato.
Sospetti dell'accadimento, sparsi qui e là, ve n'erano stati parecchi nel corso
dell'ultimo decennio: quel suo caparbio tornare su tematiche ed atmosfere meglio
sviscerate od adoperate prima - l'album delle memorie di "Dichiarazioni
d'amore", le sottolineature gotiche de "L'arcano incantatore", la risentita
crudeltà di "Festival", per tacere delle propensioni autoriali di
"Bix" o "Magnificat" - pare oggi, a ritroso, assai indicativo
del tentativo di ritrovare un perduto stato di grazia, un'ispirazione scivolata via senza
parere.
Nessuno dei titoli sopradetti, tuttavia, può dar conto dell'attuale opacità stilistica
del regista bolognese meglio di questo "Il testimone dello sposo": ove si
racconta la vicenda - ambientata in una giornata molto particolare, il 31 dicembre 1899 -
del matrimonio d'interesse tra la giovane Francesca Babini ed un ricco possidente locale,
guastato dall'improvviso innamoramento della ragazza per Angelo Beliossi, immigrante
divenuto nababbo e rientrato in paese giusto per presenziare alle nozze.
Alle prese con caratteri e situazioni assai congeniali alla propria sensibiltà, Avati non
riesce ad infondere calore nella materia rappresentata o afflato vitale nei personaggi:
costruito per agglomerazione, il film procede annaspando sino ad un lieto fine ch'è un
vero infortunio e sconcia oltre ogni misura il già disastrato iter narrativo della
pellicola. Gli attori soccombono incolpevoli, e neppure i validi contributi tecnici
bastano a render meno gravoso il negativo bilancio: per il futuro, auguriamo al Nostro
meno fanfare promozionali e più sostanza, come ai bei tempi che furono.