SIGNORE &
SIGNORI CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Pietro Germ
Soggetto e sceneggiatura: Pietro Germi, Luciano Vincenzoni,
Age, FurioScarpelli
Fotografia: Aiace Parolin
Montaggio: Montanari
Musica: Carlo Rustichelli
Prodotto da: Robert Haggiag, Pietro Germi
Durata: 118'
(ITALIA, 1966)
PERSONAGGI E INTERPRETI
Milena: Virna Lisi
Osvaldo Visigato: Gastone Moschin
La moglie di Visigato: Nora Ricci
Ippolita Gasparini: Olga Villi
Toni Gasparini: Alberto Lionello
Il professore: Gigi Ballista
Benedetti: Franco Fabrizi
Il farmacista: Giulio Questi
Giorgia: Moira Orfei
Noemi: Beba Loncar
Commendator Casellato: Alberto Rabagliati



Pietro
Germi era già un "solido regista", aveva fuso il melodramma con i temi sociali
e un'attenta ambientazione in una sorta di western italiani e in un dignitosissimo giallo
"estratto" da Gadda, prima di quella folgorazione che lo trasportò verso la
commedia all'italiana.Un apporto forse non più amaro e disincantato, ma capace di
sezionare vizi e virtù fino a dissolvere la realtà in un cumulo di smorfie su volti
ipertrofizzati, rei confessi senza attenuanti delle meschinità e delle contraddizioni di
un'Italia arricchita ancora ignorante e bigotta. Con la legge pronta a sostenere il
sopruso, l'esemplare "divorzio all'italiana" del barone Cefalù o i traffici di
Vincenzo Ascalone per salvare l'onore da una figlia "sedotta e abbandonata". Ma
l'ipocrisia e l'arretratezza non alloggiavano solo in Sicilia: così, ottenuta la
collaborazione dell'intera Treviso grazie a una balla colossale (la storia venne spacciata
per l'immaginazione di una signora annebbiata da un colpo alla testa), Germi la trasforma
nella più comoda Rezega e immortala a modo suo il nordest d'Italia, borghese e cattolico.
Un cattolicesimo dove tutti tradiscono tutti: i mariti le mogli, le mogli i mariti e gli
amici gli amici, con lettere anonime e segreti mal custoditi; un cattolicesimo pronto a
intervenire, a condannare e poi a perdonare per consentire il pronto rientro nel gregge,
col sostegno della polizia e della sorniona complicità di tutti.
Tre episodi che
si fondono l'uno nell'altro, con gli stessi personaggi di volta in volta protagonisti o
comparse, e le storie già vissute che tornano, lontani rintocchi, a sottolineare la
continuità cittadina che digerisce tutto, gioie e dolori, senza troppi rimpianti o musi
lunghi. Perfette Nora Ricci, Olga Villi e la giovane Virna Lisi; perfetto il cast al
completo, segno anche della grande capacità di Germi di dirigere tutto il coro, di farlo
esprimere esattamente come voleva. Incisiva la musica di Rustichelli, grande la fotografia
ed esemplare l'uso della macchina, che estremizza, se possibile, il carattere sarcastico e
quasi surreale delle storie. Che sono barzellette su cornuti gabbati, oppure pamphlets
affilatissimi su ingiustizie secolari, ma che si trasformano in qualcos'altro. Come le
sfrenate fotografie di gruppo, gli angosciosi corridoi del ritorno alla normalità (come
nel"Boom"), o le soluzioni dei drammi che si smorzano in impietosa ironia a
fronte dell'immobilismo secolare: in fondo, molto più di un suicidio (un tentativo con
esiti assai diversi da quello di Adriana in "Io la conoscevo bene"), poté un
pagliaio.