Tempi Moderni

I film del 1998


SIGNORE & SIGNORI

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Pietro Germ
Soggetto e sceneggiatura: Pietro Germi, Luciano Vincenzoni,
Age, FurioScarpelli
Fotografia: Aiace Parolin
Montaggio: Montanari
Musica: Carlo Rustichelli
Prodotto da: Robert Haggiag, Pietro Germi
Durata: 118'
(ITALIA, 1966)

PERSONAGGI E INTERPRETI

Milena: Virna Lisi
Osvaldo Visigato: Gastone Moschin
La moglie di Visigato: Nora Ricci
Ippolita Gasparini: Olga Villi
Toni Gasparini: Alberto Lionello
Il professore: Gigi Ballista
Benedetti: Franco Fabrizi
Il farmacista: Giulio Questi
Giorgia: Moira Orfei
Noemi: Beba Loncar
Commendator Casellato: Alberto Rabagliati

signore1.jpg (10679 bytes)Pietro Germi era già un "solido regista", aveva fuso il melodramma con i temi sociali e un'attenta ambientazione in una sorta di western italiani e in un dignitosissimo giallo "estratto" da Gadda, prima di quella folgorazione che lo trasportò verso la commedia all'italiana.Un apporto forse non più amaro e disincantato, ma capace di sezionare vizi e virtù fino a dissolvere la realtà in un cumulo di smorfie su volti ipertrofizzati, rei confessi senza attenuanti delle meschinità e delle contraddizioni di un'Italia arricchita ancora ignorante e bigotta. Con la legge pronta a sostenere il sopruso, l'esemplare "divorzio all'italiana" del barone Cefalù o i traffici di Vincenzo Ascalone per salvare l'onore da una figlia "sedotta e abbandonata". Ma l'ipocrisia e l'arretratezza non alloggiavano solo in Sicilia: così, ottenuta la collaborazione dell'intera Treviso grazie a una balla colossale (la storia venne spacciata per l'immaginazione di una signora annebbiata da un colpo alla testa), Germi la trasforma nella più comoda Rezega e immortala a modo suo il nordest d'Italia, borghese e cattolico. Un cattolicesimo dove tutti tradiscono tutti: i mariti le mogli, le mogli i mariti e gli amici gli amici, con lettere anonime e segreti mal custoditi; un cattolicesimo pronto a intervenire, a condannare e poi a perdonare per consentire il pronto rientro nel gregge, col sostegno della polizia e della sorniona complicità di tutti. signore2.jpg (14831 bytes)Tre episodi che si fondono l'uno nell'altro, con gli stessi personaggi di volta in volta protagonisti o comparse, e le storie già vissute che tornano, lontani rintocchi, a sottolineare la continuità cittadina che digerisce tutto, gioie e dolori, senza troppi rimpianti o musi lunghi. Perfette Nora Ricci, Olga Villi e la giovane Virna Lisi; perfetto il cast al completo, segno anche della grande capacità di Germi di dirigere tutto il coro, di farlo esprimere esattamente come voleva. Incisiva la musica di Rustichelli, grande la fotografia ed esemplare l'uso della macchina, che estremizza, se possibile, il carattere sarcastico e quasi surreale delle storie. Che sono barzellette su cornuti gabbati, oppure pamphlets affilatissimi su ingiustizie secolari, ma che si trasformano in qualcos'altro. Come le sfrenate fotografie di gruppo, gli angosciosi corridoi del ritorno alla normalità (come nel"Boom"), o le soluzioni dei drammi che si smorzano in impietosa ironia a fronte dell'immobilismo secolare: in fondo, molto più di un suicidio (un tentativo con esiti assai diversi da quello di Adriana in "Io la conoscevo bene"), poté un pagliaio.

Marco Medelin