SEI GIORNI
SETTE NOTTI
(SIX DAYS SEVEN NIGHTS)CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Ivan Reitman
Sceneggiatura: Michael Browning
Fotografia: Michael Chapman
Scenografia: J. Michael Riva
Costumi: Gloria Gresham
Montaggio: Wendy Greene Bricmont
Musica: Randy Edelman
Prodotto da: Ivan Reitman, Wallis Nicita, Roger Birnbaum, Gordon Webb,
(USA, 1998)
Durata:
Distribuzione cinematografica: BUENA VISTA
PERSONAGGI E INTERPRETI
Quinn Harris : Harrison Ford
Robin Monroe: Anne Heche
Frank Martin: David Schwimmer
Angelica: Jacqueline Obradors
Jager: Temuera Morrison
Marjorie: Allison Janney
Philippe: Douglas Weston
Kip: Cliff Curtis


Sette notti su un'isola
deserta con un uomo che non è il promesso sposo: tra classici pamphlets sulla capacità
di sopravvivenza dell'uomo evoluto e fantasie pruriginose delle sue zone basse, un tema
che ha affascinato generazioni, con numerose chiavi di lettura, molte versioni
cinematografiche, progetti irrisolti, grotteschi approci all'italiana e disegni animati.
Se Raitre proponeva, qualche anno fa "Cento film da portare su un'isola
deserta", si può ipotizzare che il film di Reitman abbia tentato di
contenerli tutti, seguendo una non dimostrata ipotesi che, se un luogo comune disturba un
film, un film fatto solo di luoghi comuni diventa un
capolavoro.
Harrison Ford, non più un
ragazzo (e il film non manca di sottolinearlo), ancora alle prese con le liane e gli
scorpioni di Indiana Jones e con l'ingegno d'emergenza di "Mosquito coast"; Anne
Heche, forse qualcuno ancora non lo sa, dichiaratamente lesbica, e chissà cosa provava a
baciare un divo di quel calibro; un regista di commedie (più originali) di successo
pronto a rimescolare tutto quanto già visto: due quasi sposi, un incidente aereo, animali
feroci, cibo, acqua, riparazioni e (perché no?) un gruppetto di pirati. Tacendo, buona
abitudine mai troppo in voga, un finale che potrebbe sembrare familiare... Eppure
l'insieme non infastidisce, non si riderà troppo, ma non ci si annoia, basta rendersi
conto che il film sarà tutto così, che la Heche strabuzzerà ancora gli occhi, perché
così hanno voluto, convinti forse che "Gianni e Pinotto" possano ancora
funzionare, purché non ci siano Gianni e Pinotto.