Tempi Moderni

I film del 1998


I SEGRETI DEL CUORE
(THE MYTH OF FINGERPRINTS)

CAST TECNICO ARTISTICO

Sceneggiatura e Regia: Bart Freundich
Fotografia: Stephen Kazmierski
Scenografia: Susan Bolles
Montaggio: Kate Williams, Ken Kazmierski
Musica: David Bridie, John Philips
Prodotto da: Mary Jane Skalski, Tim Perrell, Bart Freundlich
(USA, 1997)
Durata: 97'
Distribuzione cinematografica: EAGLE PICTURES

INTERPRETI

Arija Bareikis, Blythe Danner,
Hope Davis, Laurel Holloman,
Julianne Moore, Roy Scheider

Lo scrittore e regista Bart Freundlich fa il suo debutto nel mondo del cinema con "I segreti del cuore". Il film racconta un ritratto di famiglia ed inizia con le immagini di un filmino girato vent'anni prima, immagini le cui sfocature nascondono un segreto di amore perduto e di incomunicabilità. Un segreto che, quando quelle stesse immagini riscorreranno alla fine del film, sarà finalmente rivelato, condiviso e assaporato. Ci sono i genitori, i quattro figli e i loro accompagnatori che dopo tre anni di assenza tornano a casa, nel New England, per il Giorno del Ringraziamento. Nel corso del weekend, alternando momenti intensi e divertenti il gruppo avrà cognizione che dalla famiglia è difficile separarsi, ma è anche difficile diventati aduti restare uniti. Il film si articola su sottili giochi di incastri tra le varie storie dei componenti della famiglia. Ogni personaggio è reso nella maniera più realistica e composita possibile, mentre la storia procede portando i protagonisti verso una serie di rivelazioni reciproche e di cambiamenti radicali di vita.
Il personaggio che fa da filo conduttore è il figlio/fratello Warren. Il fine settimana per il Giorno del Ringraziamento rappresenta per lui un momento catartico per fare finalmente i conti con i problemi del passato. Warren cerca un posto dove poter continuare a vivere la sua vita e recuperare la relazione con la sua ex fidanzata, interrotta bruscamente tre anni prima.
"I segreti del cuore" è un film sul bisogno di tornare a casa per capire perché poi si deve partire di nuovo, è un film sul sottile e precario equilibrio tra il concetto di perdita e amore che ci consente di trovare la nostra strada nel mondo.
Scritto e confezionato con mestiere Freundlich fa un'operazione nostalgia, non di grande spessore ma evitando le trappole del sentimentalismo e della sentenziosità.

Memmo Giovannini