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LA SECONDA
MOGLIE CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Ugo Chiti
Sceneggiatura: Ugo Chiti, Nicola Zavagli
Fotografia: Raffaele Mertes
Scenografia: Francesco Bronzi
Costumi: Aldo Buti
Montaggio: Roberto Perpignani
Musica: Pivio e Aldo De Scalzi
Prodotto da: Vittorio e Rita Cecchi Gori
(ITALIA, 1998)
Durata: 100'
Distribuzione cinematografica: CECCHI GORI GROUP
PERSONAGGI E INTERPRETI
Anna: Maria Grazia Cucinotta
Fosco: Lazar Ristovski
Livio: Giorgio Noè
Santina: Jessica Auriemma
Fernanda: Patrizia Corti
Zio Moreno: Sergio Pierattini
Zio Umberto: Stefano Abbati

E' istruttivo leggere i press-book con le dichiarazioni o le note di regia
che accompagnano i film in uscita nelle sale. Alcuni sono inutilmente didascalici, altri
sono pretenziosamente ermetici, rari quelli secchi, stringati ed efficaci. I più
irresistibili sono quelli che ammantano il film di un'aura d'intenzionalità che presto
naufraga alla prima visione. "La seconda moglie" giace in questa condizione. Tra
il dire e il fare, il film di Chiti naviga in alto mare e le onde sono troppo alte per
intravedere le coste di un qualsiasi cinemondo, flutti minacciosi ne sovrastano
l'orizzonte.
Prima ondata: ennesimo film in costume (la torrida estate del 1957), i film in costume
bisogna saperli fare, demistificando e agendo in direzione anti-retorica. Seconda ondata:
ennesima ambientazione da casale toscano, ormai luogo topico di un certo tipo di cinema
pulitino, ben rappresentato e fotografato sempre con un uso estensivo di filtri tendenti
al giallo sunset in un coito solare ininterrotto. Terza ondata: ennesima
improbabile scelta d'attore, ad eccezione di Lazar Ristovski (il baffuto di
"Underground") in grado di essere credibile anche nella parte di un Fosco, di
nome e di fatto, toscano. Quella di Maria Grazia Cucinotta lascia quanto mai perplessi. A
detta del regista il fisico della Cucinotta richiamerebbe quello anni Cinquanta della
Loren e della Mangano, ma a dire il vero il suo petto, perché di questo `fisico' si
parla), sempre oliato a imitazione di un erotico sudore, richiama solo le misure di una
bigotta maggiorata, mentre la recitazione salta come un disco vecchio letto da una puntina
ancora vergine. Ultima ondata: mare in tempesta, ennesimo film "italiano",
incapace di rendersi possibilità di un riscatto, quello tanto acclamato quanto fallito.
Memmo Giovannini |