Tempi Moderni

I film del 1998


QUALCOSA E' CAMBIATO
(AS GOOD AS IT GETS)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: James L. Brooks
Soggetto: Mark Andrus
Sceneggiatura: Mark Andrus, James L. Brooks
Fotografia: John Bailey
Musica: Hans Zimmer
Costumi: Molly Maginnis
Montaggio: Richard Marks
Prodotto da: James Brooks
(USA, 1997)
Durata: 138'
Distribuzione cinematografica: COLUMBIA TRISTAR

PERSONAGGI E INTERPRETI

Melvin Udall: Jack Nicholson
Carol Connelly: Helen Hunt
Simon Bishop: Greg Kinnear
Frank Sachs: Cuba Gooding Jr.
Vincent: Skeet Ulrich

 

ASGOOD2.JPG (11563 bytes)Che cosa si può dire di James L. Brooks, ripercorrendo con la memoria la sua filmografia? Che è un regista assai poco prolifico (appena quattro film in tre lustri di attività), ad esempio, o che predilige le vicende vertenti sui casi di tre personaggi assortiti generalmente in maniera bizzarra (così accadeva nel suo pluripremiato titolo d'esordio "Voglia di tenerezza", allo stesso modo nel successivo "Dentro la notizia"); infine, che egli ama raccontare storie di sentimenti dove il riso e la lacrima procedono di pari passo, di quelle che andrebbero definite con un ossimoro commedie drammatiche.
In questa sua ricerca della quadratura del cerchio, "Qualcosa è cambiato" può dirsi l'esito più felice; intendiamoci, non che si tratti di opera esente da pecche (vistoso è lo squilibrio tra una prima parte sulfurea e buffonesca, ed una seconda dove il gioco delle intermittenze del cuore sposta lo scenario nelle zone perigliose dell'intenerimento forzato:ASGOOD3.JPG (9734 bytes) il tutto aggravato, come ormai d'uso ad Hollywood, da un metraggio invero eccessivo), ma il blend agrodolce risulta assai gradevole, il rimpallo delle battute impeccabile, la prestazione degli attori - anche se Nicholson si concede troppe sottolineature tipiche degli attori ultranavigati - eccelsa.
I personaggi dello scrittore ipocondriaco ed ossessivo Melvin Udall, della ragazza madre Carol Connelly, del pittore gay Simon Nye son perciò di quelli destinati a scavarsi una nicchia nella memoria dello spettatore: figure dello spaesamento e dell'insicurezza, anime ferite che cercan lenimento in una tenderness ormai in via d'estinzione, cui solo il destino può offire infine una mano fortunata. Giusto come - a volte - succede nella vita.

Francesco Troiano