Tempi Moderni

I film del 1998


IL PRINCIPE D'EGITTO
(PRINCE OF EGYPT)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Brenda Chapman, Steve Hickner, Simon Wells (I)
Sceneggiatura: Philip LaZebnik, Nicholas Meyer
Musica: Harry Gregson-Williams
Canzoni: Hans Zimmer
Prodotto da: Penney Finkelman Cox, Jeffrey Katzenberg
(USA, 1998)
Durata: 110'
Distribuzione cinematografica: UIP

LE VOCI nella versione originale

Mosé - Dio: Val Kilmer:
Ramsete: Ralph Fiennes
Tzipporah: Michelle Pfeiffer
Miriam: Sandra Bullock
Aronne: Jeff Goldblum
Jethro: Danny Glover
Faraone Sethi: Patrick Stewart
La Regina: Helen Mirren
Hotep: Steve Martin
Muy: Martin Short

1.jpg (23902 bytes)Resoconto abbastanza fedele dell'Esodo biblico, "Il Principe d'Egitto" segnala l'ingresso della Dreamworks, la società capitanata da Steven Spielberg, nell'olimpo dei grandi dell'animazione. Per distinguersi nettamente dalla Disney, il film presenta personaggi credibili e "umani" (niente "animali parlanti", che restano un marchio di fabbrica Disney) e abolisce in maniera decisa i siparietti comici in favore del realismo e di un approccio drammaturgico proprio dei film "dal vero". Le immancabili canzoni, sei per la precisione e di buona fattura, hanno principalmente uno scopo narrativo (esemplare, in questo senso, la scena iniziale che, servendosi di una canzone, sintetizza ottimamente i primi anni della vita di Mosè) e non servono a spezzare il filo narrativo con impronte leggere e sdrammatizzanti. 2.jpg (22784 bytes)L'impegno filologico nel descrivere le pagine dell'Esodo, rende "Il Principe d'Egitto" un film dal target incerto: lo stesso produttore esecutivo Jeffrey Katzenberg ha dichiarato che la storia difficilmente potrà interessare un pubblico al di sotto dei 10 anni, aggiungendo che non si stupirebbe affatto se l'opera fosse addirittura sconsigliata al pubblico d'ogni età. In effetti, la sceneggiatura è costruita su particolari inusuali per un'opera dedicata all'infanzia: tangibile e sempre presente è il sentore della morte, mentre il fedele ritratto storico di un Dio crudele e vendicativo, che non risparmia neanche la vita degli infanti per liberare il popolo eletto, è reso con una determinazione priva di qualsivoglia tentazione catechistica.3.jpg (23244 bytes) L'eccellente tecnica mista d'animazione utilizzata definisce nuovi standard d'eccellenza per il genere (esemplari tre scene: l'iniziale corsa sulle bighe, il sogno con i geroglifici animati e la sequenza della partizione delle acque del mar rosso) ma, una volta esaurito l'impeto di meraviglia che assale lo sguardo dello spettatore (raccomandabile, in tal senso, un'ulteriore visione) emerge un chiaro indebolimento della sceneggiatura nella seconda parte, in cui il tratteggio psicologico dei personaggi è tralasciato in favore di una narrazione più sterile e didascalica. In conclusione, non possiamo che ritenerci soddisfatti e appagati da quest'opera anomala (pur continuando a preferirle i due classici di Cecil De Mille), augurandoci che, esaurito lo sperimentalismo narrativo che sembra distinguere la Dreamworks in questo campo, ponga le fondamenta per una rivalutazione commerciale ed espressiva del cinema d'animazione.

Luigi De Angelis