POLVERE DI
NAPOLI CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Antonio Capuano
Soggetto: Antonio Capuano e Tonino Taiuti
Sceneggiatura: Antonio Capuano e Paolo Sorrentino
Costumi: Mario Di Pace
Musica: Marco Zurzolo
Prodotto da: Gianni Minervini
Durata: 100'
(ITALIA, 1998)
Distribuzione cinematografica: IIF
INTERPRETI
Silvio Orlando, Tonino Taiuti
Alan De Luca, Gigio Morra
Gianni Ferreri, Teresa Saponangelo
Fortunata De Magistris


C'è
qualcosa di onesto ed amaro nella polvere. Un senso di democraticità che la spinge a
posarsi ovunque, un velo di tristezza che offusca i contorni. La polvere di Napoli appare
più impietosa perché non conosce la distrazione: si solleva e si muove con tempi ben
precisi. Come gli episodi di questo film. Una breve carrellata di tipi umani forse troppo
radicati al proprio contesto, ma opportunamente ritratti. Le piccole passioni, le speranze
represse, le paure. Le troviamo tutte nel primo episodio, attorno ad un tavolo da gioco,
dove si consuma una disperata partita a carte che priva due dei protagonisti anche della
loro anima. L'incoscienza e l'ingenuità del primo amore permeano invece la seconda
storia, un delizioso inno al sentimento e alla tenerezza che perdona tutto e si compiace
di non vedere. Poi è il momento di Silvio Orlando e della sua bellissima interpretazione
in un'assolata e deserta Pompei, insieme ad una bambolona spagnola che gioca
maliziosamente con la sua procacità. Si passa quindi ad una pausa amara che rivolge lo
sguardo alla solitudine di un ragazzo dalle velleità cinematografiche, chiuso nella sua
povertà e nella sua lucida follia. L'ultimo episodio è dedicato alla passione per il
jazz di due sassofonisti. Ingaggiati da un falso impresario per esibirsi in un'assurda
manifestazione, scopriranno di possedere impensate qualità comiche, preferendo suonare
insieme ad un gruppo di extracomunitari incontrati per caso sulla via del ritorno.
Non ci sono solo De Sica e il sorriso di Marotta dietro l'attenzione con cui Antonio
Capuano osserva Napoli: c'è una partecipazione più sottile, mai di parte, ma neanche
occasionale. Storie semplici che la realtà ospita quotidianamente con indifferenza,
vengono qui valorizzate con altrettanta semplicità. Volti importanti, veri, si affacciano
nella polvere di una Napoli tradizionale e silenziosa, vuota e soffocata dal sole.