Tempi Moderni

I film del 1998


DELITTO PERFETTO
(A PERFECT MURDER)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Andrew Davis
Sceneggiatura: Patrick Smith Kelly,
sulla scorta dell'opera teatrale di Frederick Knott "Dial M for Murder"
Fotografia: Dariusz Wolski
Scenografia: Philip Rosenberg
Montaggio: Dennis Virkler
Musica: James Newton Howard
(USA, 1998)
Durata: 107'
Distribuzione cinematografica: WARNER BROS

PERSONAGGI E INTERPRETI

Steven Taylor: Michael Douglas
Emily Bradford Taylor: Gwyneth Paltrow
David Shaw: Viggo Mortensen
Mohamed Karaman: David Suchet
Raquel Martinez: Sarita Choudhury

murder.jpg (10596 bytes)Il magnate della finanza Steven Taylor, uomo arido e spietato, considera la moglie Emily come la propria più preziosa conquista: a suo modo la ama, tuttavia non sarà mai capace di ammetterlo, neppure con se stesso.
Emily è una donna brillante e sofisticata che lavora come traduttrice presso l'ambasciatore USA alle Nazioni Unite ed è coinvolta sentimentalmente con David Shaw, un artista ricco di talento ma che fatica ad affermarsi.
La storia fra Emily e David va avanti per mesi in segreto, i due si danno appuntamento nel loft di Brooklyn dove lui vive, e David spera che Emily chieda il divorzio per cominciare finalmente una nuova vita insieme: ma Steven scopre l'esistenza della relazione adulterina, e decide di metter fine alla medesima in maniera inconsueta e definitiva...
" Sono sempre stato affascinato da "Dial M for Murder", ma sentivo che c'era un potenziale che non era mai stato sfruttato... Pensavo che elementi come l'avidità, la gelosia e l'intrigo, che sono l'essenza della storia, fossero molto attuali e che si poteva ambientare tutto il resto negli anni '90 e farne un nuovo, straordinario film ". Dette dichiarazioni di Christopher Mankievicz, coproduttore di questo "Delitto perfetto" che ben poco ha a che fare con l'omonima pellicola hitchcockiana, chiariscono bene la genesi di molte delle cose sfornate oggidì ad Hollywood: stretti dalla penuria di idee, si va avanti a sequel e remake, così sperando di meno rischiare.
Ma si tratta di calcoli sbagliati, e qui, nella fattispecie, si resta frastornati dall'inevitabile confronto con l'originale: dove Sir Alfred era perspicuo, elegante, cinematograficamente attendibile, Davis è rozzo, brutale, platealmente inefficace; e dell'inarrivabile carisma del duo Ray Milland-Grace Kelly nulla resta nelle detestabili prove recitative del gigionesco Michael Douglas e delle smancerosa Gwyneth Paltrow.

Francesco Troiano