Tempi Moderni

I film del 1998


PAROLE, PAROLE, PAROLE...
(ON CONNAIT LA CHANSON)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Alain Resnais
Sceneggiatura: Agnes Jaoui, Jean-Pierre Bacri
Fotografia: Renato Berta
Scenografia: Jacques Saulnier
Costumi: Jackie Budin
Musica: Bruno Fontaine
Montaggio: Herve De Luze
Prodotto da: Arena Films, Camera One, France 2 Cinema,
Vega Film, Greenpoint
Durata: 120'
(FRANCIA, 1997)
Distribuzione cinematografica: ISTITUTO LUCE
Distribuzione home video: BMG/ISTITUTO LUCE

PERSONAGGI E INTERPRETI

Claude: Pierre Arditi
Odile: Sabine Azema
Nicolas: Jean-Pierre Bacri
Simon: Andre Dussolier
Camille: Agnes Jaoui
Marc: Lambert Wilson
Jane: Jane Birkin
Il padre: Jean-Paul Roussilion

 

parol1.jpg (9068 bytes)Due sorelle, Odile e Camille, il marito dell'una sul punto di abbandonarla e il compagno dell'altra che è tutto un equivoco, l'amico della prima che sta per chiudere con la propria famiglia e l'amico della seconda che la ama segretamente. E che scrive commedie per la radio. Ma fa anche l'agente immobiliare, al servizio proprio dell'amante della donna che ama. Il quale sta per rifilare un appartamento fregatura a Odile. La quale crede di aver visto il marito in macchina con una donna...
Si potrebbe continuare ancora a lungo, ma dovrebbe bastare: Alain Resnais, dopo il divertente ma snervante dittico (ma lo era in fondo?) di "Smoking-No smoking", continua il suo personale solitario cambiando solamente alcune carte, riservando agli scherzi del destino solo la prima parte del film e moltiplicando, senza esagerare, il numero reale dei partecipanti. Nel precedente film la coppia Arditi-Azema interpretava tutti i personaggi, mentre questa volta gli attori sono sei, tra i quali gli sceneggiatori del film Jaoui e Bacri (già autori e interpreti dell'altrettanto claustrofobico "Un'aria di famiglia"), più qualche comparsata fuggevole. parole.jpg (15360 bytes)Avrebbero potuto continuare benissimo a essere due, ma l'idea del film era un'altra:"Conoscete la canzone?", ovvero mettiamo in bocca ai personaggi famosi brani, spesso mozzichi appena, di tante canzoni francesi vecchie e nuove. Resnais (non sta a noi giudicare quanto siano stati sopravvalutati negli anni i suoi film) ne abusa fino all'eccesso, costruendovi i passaggi fondamentali con grande abilità (specie, crediamo nell'originale francese, dove lo scarto, comunque studiato, coi dialoghi dovrebbe essere meno brusco), ma senza concedere mai alla storia il respiro di un vero musical e rischiando, vista la durata del tutto, di ripetersi oltre il consentito. I francesi e alcuni spiriti illuminati sono impazziti per il film, l'hanno riempito di premi e se ne vanteranno per quanto è loro possibile, ma per noi comuni mortali che ignoriamo gran parte del bel materiale sonoro rimane una prova spesso accademica e logorante, con qualche folgore indimenticabile.

Marco Medelin